L’uomo nero è tornato: sempre più U’Papun

Nicola Andrisani

Showcase all'Istituto Majorana per il nuovo album 'Cabron!'

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La scena musicale pugliese è viva e in continua evoluzione, proponendosi sempre di più sui palcoscenici nazionali con progetti importanti.

Gli U’Papun si confermano tra le band più interessanti della nostra regione, in fermento continuo di idee e progetti. Su questa strada si colloca ‘Cabron!’, il secondo disco della band barese nel quale, seppur proseguendo nel solco del folk e degli testi impegnati, provano a dare una sterzata rock alzando il volume e le distorsioni, impreziosendo i loro brani con tessiture prog e strutture sonore elaborate.

Tredici tracce per riflettere sulle contraddizioni del nostro tempo, spaziando con ironia e bruciante sincerità, senza fare sconti a nessuno, cominciando proprio con il ‘Indiesposto’ parodia dell’omologazione del mondo musicale odierno, nel quale le etichette nascondono un’omogenea e superficiale conoscenza culturale, dove la musica indie è più ottusa e massificata di quella pop.

La presentazione del video di ‘Indiesposto’ è stato uno dei momenti dello showcase svoltosi nell’Istituto ‘Majorana’ di Japigia, occasione riservata alla stampa a ad alcuni fortunati fans vincitori di un contest su Facebook.

Un live molto apprezzato che ha permesso di scoprire i brani dell’album, tra i quali troviamo anche un’originale cover, tra synth e dub, di ‘Io non mi sento italiano’, capolavoro ironico di Gaber: ‘Cabron!’ – spiega la band  – è un disco sociale e popolare dove i racconti si susseguono come notizie, passando dall’omologazione di massa alla censura, dal delitto passionale all’abuso su minori, dall’amore materialista e privo di ideale alla prostituzione intellettuale”.

Gli U’Papun si dimostrano più maturi e introspettivi, anche per la qualità degli arrangiamenti, più elaborati rispetto al primo album, anche grazie all’orchestrazione di archi realizzata dal maestro Leo Gadaleta. Più ad ampio raggio anche la promozione, curata da ‘Justplaymusic’.

La band barese, insomma, vuole fare un deciso salto di qualità. I numeri ci sono tutti. L’uomo nero, possiamo dirlo, è tornato alla grande.

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