Dalla fotografia al giallo

Luciana Galli presenta il suo primo libro dal titolo "Fuorigioco"
A volte le cose non sono come appaiono. Lo sa bene la fotografa Luciana Galli che per anni ha indagato la realtà, svelando e scoprendo aspetti nascosti, coniugando ricerca e sperimentazione, fotografando e ri-foto(grafando) città e territori, paesaggi ed architetture, ricercando tracce e segni a volte invisibili, a volte solo nascosti.
Autrice poliedrica, attenta alle novità, eclettica come solo i veri artisti sanno essere, sperimenta repentini cambi di rotta e rifiuta di essere chiusa in una definizione. La sua è una ricerca continua. Una ricerca che va dal lavoro sulle tempere di Raffaele Armenise ai portfolios “Bari, Lione, Hydruntum e Praga” (1993) per il Gruppo Dioguardi, dall’editoria specializzata, ad “Immagini dallo Statuto del Comune di Bari”. Un lavoro straordinario quest’ultimo, che associa alla sua formazione giuridica la sensibilità dell’artista.
Ha sviluppato qualunque genere che vada dal reportage alla fotografia industriale, dalla fotografia d’ambiente a quella di costume. Ha condotto ricerche sul paesaggio urbano e sull’architettura moderna. Per diverso tempo, ha collaborato con la testata La Repubblica, e sarà per questo motivo o forse per il gusto di raccontare e far scoprire tramite le parole (oltre che con le immagini), che ha deciso di cimentarsi anche con la scrittura, pubblicando il romanzo giallo dal titolo “Fuorigioco“, ambientato a San Giuliano di Leofante, un paese immaginario della Sicilia.
Qui Kamil Demir, un informatico del CNR, trasferitosi da Milano nel piccolo paese dell’entroterra siciliano, non immagina quali segreti si celino nella sua nuova abitazione, “un attico all’ottavo piano di un palazzo nobiliare, sapientemente restaurato”. Mettendo in relazione segnali e indizi, giungerà ad indagare in modo del tutto casuale su una vicenda misteriosa, avvenuta molto tempo prima proprio in quello stesso appartamento. Una vicenda di cui nessuno parla. “Chi non guarda molte cose, non pensa molte cose”, suggerisce un detto. Ma chi ha osservato a lungo la realtà, indagando e scoprendo verità nascoste, è in grado di raccontarla così come, adoperando la macchina fotografica, riesce a mostrare l’inaspettato. E del resto “Le case nei cassetti dei loro arredi, nascondono sempre un’impronta delle persone che le hanno abitate e le loro storie segrete”, recita un brano del romanzo.
Così l’autrice descrive dettagliatamente in questo giallo leggermente noir, riferimenti utili per la soluzione del mistero. Non resta che saper cercare dunque. Quale segreto si nasconde nell’abitazione ? Come rivelarlo ? La risposta è celata dietro agli indizi, dietro le tracce disseminate all’interno dell’appartamento, che il protagonista seguirà poco per volta per giungere alla soluzione finale della vicenda.
In un susseguirsi di colpi di scena, egli ricostruirà la storia del giornalista sportivo Walter Russo, trovato morto in circostanze misteriose proprio in quella stessa abitazione. Unendo i tasselli, giungerà a scoprire l’intricata vicenda che si cela dietro il movente dell’omicidio, maturato in un contesto di calcio e scommesse, truffe e attività illecite. Un racconto avvincente, che getta uno sguardo sul mondo dello sport e delle partite truccate. Un giro di denaro che arricchisce abili affaristi e travolge ignari cittadini. Una storia che cattura il lettore e fa vivere attraverso una dettagliata descrizione, il realismo della narrazione.
Il libro inoltre è arricchito da diciannove fotografie dell’artista di straordinaria realizzazione, che ci ricordano come spesso ai fotografi non si riconosca (bontà degli editori) la stesssa virtù degli scrittori. Eppure con queste immagini, l’autrice apre finestre reali sull’immaginario racconto, crea collegamenti con la storia narrata, aggiunge sapienti dettagli.
Ed è ancora una volta una fotografia ad essere chiave di lettura della narrazione, esattamente come avviene nel film Blow-up di Michelangelo Antonioni (il lettore avrà modo di scoprire la ragione). Quale sarà il finale di questo racconto giallo? Ovviamente non lo sveliamo. Lo sanno bene i fotografi quando rivelano qualcosa, (esattamente come i giornalisti, quando scrivono), che la verità può essere scomoda quando non possa essere aleatoria. E la fotografia, si sa, produce conferme prima ancora di generare dubbi.
Nella sua casa-studio, un luogo di grande libertà espressiva con evidenti riferimenti al Bauhaus e al design d’autore, Luciana Galli sperimenta nuovi linguaggi, che contemplano anche la realizzazione di elementi di arredo che apprendiamo disegna da sola. Come la porta su cui fa applicare l’immagine rielaborata del “Tuffatore di Paestum”, replicata più volte con colori diversi, che smaterializza il fondo del lungo corridoio che reca nello studio fotografico o il quadro che ripropone le Azulejos di Siviglia, racconti di città che ironicamente commenta con la frase: “E’ molto che guardo a terra”.
Luciana quali sono stati i tuoi maestri della formazione?
“In realtà nessuno. Sono un’autodidatta, sicuramente il guardare è stato uno degli aspetti più importanti della mia formazione. Sono una guardona. In fondo fare delle fotografie è un godimento dell’occhio. Poi sicuramente la sperimentazione e il cambiamento, che consistono nel superare e incamerare le cose che si fanno, per poi produrne di nuove. E’ questo il senso del mio procedere. E’ una ricerca continua”.
La tua produzione non si limita solo alla fotografia. Oltre a numerose pubblicazioni e opere multimediali hai realizzato anche altro?
Per esempio il tavolo su cui stiamo scrivendo. Questo l’ho disegnato io.
Hai vinto numerosi premi e tue immagini sono conservate presso importanti collezioni pubbliche e private. Quando sai di avere realizzato una buona fotografia?
“La fotografia quando viene bene un motivo c’è. E’ una decisione mentale. In fotografia esiste una stratificazione di aspetti estetici. Si può superare una cosa e metterla da parte, ma ogni esperienza estetica è utile. Per fare una fotografia è sufficiente 1/125 di secondo, ma in realtà una foto è frutto di una esperienza pluriennale”.
Pensi che pubblicherai il seguito di “Fuorigioco”?
Luciana Galli non risponde, ma rimanda il lettore alla prossima scoperta. Naturalmente fotografica.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito