Vendola indagato, non sono tutte scontate le reazioni di una parte politica

Intanto ci sono 47 nuovi indagati. L’unica certezza è che la sanità e la sana politica difficilmente corrono parallele
Nichi Vendola è indagato. Da ieri la notizia tiene banco anche e soprattutto perchè è stato il poeta, nel suo perfetto stile di gran comunicatore, a darne notizia ufficiale in una conferenza stampa convocata d’urgenza.
Si è dichiarato sereno, e ha sottolineato che l’accusa mossagli si basa “soltanto ed esclusivamente sulle dichiarazioni rese da una persona, la dottoressa Lea Cosentino, che ha motivi di rancore…dalla principale protagonista delle inchieste sulla malasanità….Persona che io stesso – ha ricordato il Presidente – ho licenziato all’inizio del suo coinvolgimento nelle inchieste”.
Ovvie e immediate le reazioni politiche da tutti gli esponenti politici e non solo dei consiglieri regionali. Ceto non è mancata la nota di Rocco Palese, capogruppo PDL alla Regione che, pur premettendo il suo essere garantista “anche quando le inchieste riguardano esponenti di punta della sinistra, come il Presidente Vendola”, ricorda che “in circostanze molto simili a questa, alcuni assessori, proprio della Giunta Vendola, sono stati dimissionati”.
Si è poi espresso anche l’ex consigliere comunale che ora continua il suo attivismo nel proprio quartiere, è il presidente del Gruppo Libertà, Luigi Cipriani che ha anche azzardato – non è l’unico in realtà – un paragone con “il Trota”.
“Questi– tuona Cipriani – ha dimostrato di essere un “signore” pur non essendo indagato si e immediatamente dimesso” e tanto suggerisce a Vendola: “convocare una conferenza stampa, chiedere scusa ai Pugliesi e rassegnare immediatamente le dimissioni, per poi darsi ai libri e alle poesie”.
E poi c’è Sergio Blasi, Segretario regionale del PD il quale si affida alla magistratura, al suo corso, a che vengano fatti i dovuti accertamenti, ricordando anche in questo momento l’importanza di “stare con la testa sui problemi della Puglia e dei pugliesi, affrontarli e risolverli e’ quello che più di tutto ci sta a cuore.”
Nulla di nuovo in fondo: difesa, accusa, garantismo, richiesta di dimissioni immediate, fiducia nella magistratura, attesa. Solo un commento si differenzia dagli altri e soprattutto dalla corrente di appartenenza del suo gruppo politico. E’ Francesco Damone, capogruppo regionale della Puglia Prima di Tutto che puntualizza: “In questo momento di difficoltà del Presidente Vendola, pertanto, voglio esprimergli sinceramente la mia piena e totale solidarietà, significando che la magistratura deve compiere il suo percorso ma che – in questo caso come in tutti gli altri – non si può essere garantisti di maniera e non si deve partecipare al linciaggio mediatico che anticipa una ingiusta condanna sociale”.
Un commento non certo scontato, soprattutto se a farlo è chi siede ai banchi dell’opposizione in consiglio regionale.
In ogni caso, al di là del maggiore o minore qualunquismo nelle dichiarazioni che pervengono in queste ore, rimane l’ennesimo scandalo nella sanità pugliese, già non poco martoriata dai vari Tedesco, Tarantini, Lady ASL, che certo non furono tra i primi, ma non saranno neanche gli ultimi poichè già nelle 24 ore successive all’annuncio di Vendola, vi sono 47 nuove persone – tra le quali sempre Tedesco – indagate per gli accreditamenti di cliniche private.
Forse, sarebbe ora di riflettere sulla necessità di affidare alla politica di turno la gestione della sanità e, con essa, la salute delle persone.
Commenti
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Mi auguro che il sig. sindaco Michele Emiliano e il direttore della Ripartizione del Personale avv. M. L. e il segretario generale e tutta la Giunta del Comune di Bari.In merito a quanto stanno riportando i giornali ritirano la Delibera di Giunta nr. 28 del 28 gennaio 2010 per la verifica in quanto consapevoli redatta con parere per discriminare la Persona umana.






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