A Santo Spirito diciassette anni di Passione

Torna l’appuntamento annuale della rievocazione storica della morte di Cristo
La cittadinanza attende quello che da diciassette anni è un appuntamento fisso, e Santo Spirito è uno dei pochi centri di Puglia che ancora celebra la Passione del Cristo con una vera e propria rievocazione storica degli ultimi giorni di vita del Messia, organizzata dalla Pro Loco e prevista per domani 3 aprile alle 17,30.
Una vera e propria tradizione che è diventata anno dopo anno, un momento aggregante per la cittadinanza particolarmente sentito e atteso ma che, come spiega il Prof. Colonna, Presidente della Pro Loco di S. Spirito, ha bisogno di rinnovarsi ed essere reinventata. Come fare con una storia che è la stessa da duemila anni? Per esempio affidando la direzione artistica dei lavori a dei ragazzi. E Daniela Martino e Stefano Patimo hanno le idee chiarissime: «Sarà una rievocazione che assomiglia più alla Passione stile Mel Gibson che non ai racconti scolastici sulla vita di Gesù. Quello che vogliamo raccontare è il Gesù uomo, con le sue debolezze e la sua sofferenza. Vogliamo far arrivare al pubblico un messaggio che ormai si sta perdendo, attraverso la comunicazione paraverbale nonostante, chiaramente, non parliamo di grandi attori». Difatti i protagonisti sono i cittadini resisi disponibili in maniera del tutto volontaria e gratuita a interpretare i vari ruoli. «Il messaggio che vogliamo far arrivare prescinde dal significato religioso, il senso è risvegliare le coscienze da un punto di vista laico, storico, quello di un uomo che si è sacrificato per noi».
Dunque, una rievocazione dinamica e itinerante, che prevede diverse location per le diverse scene: l’ingresso di Gesù in Gerusalemme e l’incontro con i bambini, il prologo dei ladroni, l’ultima cena, il giardino dei Getsemani dove Gesù andò a pregare con i discepoli, il processo, la flagellazione e la via crucis verso il patibolo per arrivare all’ultimo atto che è quella della crocifissione. Vera e propria particolarità che rende unica nel suo genere la rappresentazione di S. Spirito è proprio l’ubicazione scelta da anni per il finale: una scarpata che si presta perfettamente a emulare il Golgota, il monte dove Gesù fu crocifisso e che rende la scena finale davvero suggestiva.
Insomma, dopo diciassette anni saranno cambiati gli attori ma non la voglia e la perseveranza nell’organizzazione dell’evento, che non è certo così facile se si pensa che tutto si basa sulla buona volontà dei soci e sui contributi di commercianti e cittadini. «Prima c’erano piccoli contributi da parte della circoscrizione» ha spiegato il Presidente Colonna, ma, si sa, in tempi di crisi, anche quelli sono venuti a mancare, difatti una legge regionale non permette più che si usufruisca di fondi. «Dall’anno scorso facciamo sacrifici enormi per permettere alla tradizione di continuare e per sopperire alle carenze di un Comune che spesso non si sente. Ma va ricordato che non siamo un ente ma una associazione e dobbiamo autotassarci per poter effettivamente fare qualcosa».
Che dire? Ai giorni nostri il vero miracolo è anche questo!
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