Om Carrelli, continua la protesta dei lavoratori

Ezio Tullo

In piazza scendono famiglie intere, donne e bambini

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I lavoratori di OM protestano; come dire, la storia dei lavoratori di Modugno protesta. E si muove partendo nel pomeriggio dalle piscine comunali fino a sera in villa, a parlare e urlare dalla “pizzicata”, cercando di chiedere un futuro a qualcuno che l’ha offerto. E poi?

Poi non ci sono solo i lavoratori dell’OM Carrelli Elevatori, ci sono anche le loro famiglie, donne e bambini per non far chiudere la fabbrica o di essere testimoni di un passaggio storico dai carrelli alle auto Ibride. Purché si lavori. Purché si resti lì.

All’inizio di marzo il progetto Hybrid, perorato da Landi e Saltalamacchia (ideatore del progetto) si è incagliato contro un robusto iceberg: qualche imprenditore avrebbe abbandonato la cordata. Un blocco periglioso che però mantiene a galla le illusioni, che fa guardare indietro a quella promessa di dicembre da parte di Vendola contro la quale, ieri sera, i lavoratori mugugnavano: “Abbiamo trovato l’accordo, i dipendenti dell’Om non saranno licenziati. La fabbrica avrà un piano di rilancio e ricerca grazie ai cofinanziamenti della Regione che ha messo in campo strategie legate all’innovazione e alla comprensione di come si possa finanziare in modo intelligente la produzione legandola allo sviluppo”. E poi?

Poi ci sono le parole confortanti del capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Antonio Decaro: ”La Regione e il Governo non devono lasciare nulla di intentato per salvaguardare gli oltre 280 posti di lavoro a rischio con la chiusura della Om Carrelli Elevatori. Non è possibile, continua Decaro, che non ci siano imprenditori lungimiranti, interessati a investire in questa azienda riconvertendone la produzione e assorbendo questa forza lavoro altamente qualificata. Allo sforzo delle istituzioni che stanno lavorando per risolvere la questione, conclude il capogruppo del Pd, deve affiancarsi anche quello della Kion che non deve cedere alla tentazione di abbandonare i suoi lavoratori”.

E le parole del sindaco di Modugno Gatti che era presente alla manifestazione in una villa strapiena e incorniciata da tanto di forze dell’ordine con giubbotti antiproiettili e mitra che ricordavano le manifestazioni di Pechino: “ “La prossima settimana sapremo da Saltalamacchia se c’è un nuovo imprenditore disposto a fare parte della cordata. In quel caso il progetto potrà ripartire e speriamo in una certa flessibilità da parte della Kion. I lavoratori saranno in cassa integrazione ordinaria fino a fine maggio. Forse per l’avvio del progetto di re-industrializzazione sarà necessario qualche mese in più, ma l’importante è che comunque si sappia che c’è una soluzione”.

Qualora l’idea di Saltalamacchia non andasse in porto, Gatti avrebbe già il piano B: “In quel caso si dovrà ripartire da zero, impegnandosi nella ricerca di qualcun altro disposto ad investire, ma certo le cose diventerebbero più difficili“.

Lasciamo perdere il piano B. Il sindaco si ritiene abbastanza fiducioso per l’ex ad della Bmw e va bene così: “Il progetto di Saltalamacchia è un progetto valido, lui è un imprenditore serio, che sta lavorando con molto impegno in questi giorni, e credo che le cose possano andar bene“

Sta di fatto che da un anno del passaggio dalla Kion, l’azienda storica che gestisce l’Om, alla Hybrid resta un’idea. Pochino per placare gli animi esausti dei 282 lavoratori. Ad oggi di ibrido non c’è un taxi, solo spiegazioni. C’è il futuro di questi cittadini che in villa issano le loro picche: 300 posti di lavoro, prima salvati, poi condannati; ancora: Vendola mantieni le promesse; e: Kion uccide OM Carrelli e tante altre ancora.

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