Arrestati Alviero ed Erasmo Antro per irregolarità negli appalti stradali

Laura Maffei

Uno dei fratelli è vice presidente della Camera di Commercio e faceva parte del CdA del Petruzzelli

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Da un appalto all’altro, dal comune alla provincia, dopo la conferma dei domiciliari alla dirigente Annamaria Curcuruto, allo stesso regime sono finiti da questa mattina anche i fratelli Antro che ricoprono un ruolo non di poco rilievo nella società barese.

Sono Alviero ed Erasmo, il primo amministratore del consorzio SIGI, che ha da sempre l’appalto dalla Provincia per la manutenzione delle strade, ed Erasmo che non solo fa parte del consorzio, ma anche del CdA del Petruzzelli ed è vice presidente della Camera di Commercio.

I due fratelli sono accusati di truffa ai danni dell’ente provinciale e falso in atto pubblico, così i finanzieri hanno eseguito gli arresti e il sequestrato di ville in alcune delle zone più belle d’Italia, tra le quali Cortina e Costa Smeralda, per un totale di 20 milioni di euro.

Del resto, prima o poi doveva succedere. C’era da tempo puzza di bruciato.

Facendo un passo indietro: tutto ha inizio quando alcune banche esigono un credito dalla Provincia ceduto dal consorzio Sigi.

Tuttavia, un dirigente zelante non è convinto perchè saltano fuori fatture apparentemente non dovute tanto da presentare una denuncia in Procura, mentre  Schittulli avvia una procedura interna per verificare la regolarità della documentazione.

Incaricata delle indagini è il sostituto procuratore Carmela Rizzo, che sequestra le carte e verifica che i fax trasmessi alle banche con l’indicazione dei crediti non sono stati inviati dagli Antro, bensì il numero del mittente risulta della Provincia.

Chi c’è dietro quindi?

Erasmo Antro conferma che “non sono mai stati chiesti soldi alla Provincia che non ci erano dovuti….Non è stato sottratto nemmeno un euro di fondi pubblici. La vicenda è tutta una questione privatistica tra noi e le banche…. In ogni caso aspettiamo con il massimo della fiducia la conclusione dell’inchiesta”.

Una frase che si ripete spesso ultimamente: la fiducia nella magistratura. Non rimane altro, quindi, che aspettare, i tempi della giustizia.

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