Emergenti? No, sono già al “Disco d’oro”

Laura Bienna

I Nobraino ci parlano del nuovo album, presentato al Kismet

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“Nobraino vuol dire stupido”, campeggia sulle t-shirt e sui gadgets della band che ha fatto dell’autoironia il suo punto forte, tanto da chiamare l’ultimo album “Disco d’oro”. Ma un’autoironia che conserva una verità di fondo, parola di frontman Lorenzo Kruger. Sì, se“stupido” diventa sinonimo di impulsivo, irrazionale, giocoso, divertente. In una parola i Nobraino sono così: senza filtri! Fanno e dicono tutto ciò che gli passa per la mente … qualche esempio?

Lanciarsi (letteralmente) dal palco sul pubblico, insultarlo, apostrofando variamente la mancanza di verve di alcuni spettatori (non senza essere ricambiati dalla platea, in quel gioco pungente che la band ha da sempre instaurato coi fans), o ancora abbandonare il palco con la giustificazione “vado a fare la pipì” e lasciare i colleghi (due titolari e due aspiranti Nobraino)a sbrogliarsela con uno strumentale dei Primus.

E  non ce l’hanno fatta a rimanere seri neanche per la data di ieri al Teatro Kismet, dove hanno presentato l’ultima fatica in distribuzione dal 9 Marzo.

Kruger, evidentemente allergico a una intera performance sul palco, si è “arrampicato” in cima agli spalti e ha improvvisato vorticose capriole sugli astanti, ha perso una lente e poi ha messo in croce il pubblico per farsela ritrovare. Non contento, si è scolato una Peroni sul palco e, scimmiottando qualche rocker che in altri tempi distrusse la chitarra, lo ha fatto anche lui, più modestamente, prendendosela con la bottiglia di birra. Infine, ha concesso sì il bis, ma solo a chi avesse avuto voglia di seguirlo in un’altra ala del teatro: così ha preso e ha abbandonato la sala per continuare a cantare nel foyer, presto raggiunto da chi, conoscendo la proverbiale incapacità del frontman di rimanere fermo, è stato pronto a seguirlo.
 

Il motivo della scelta pugliese fra le prime tappe del tour? Presto chiarito: il cibo, “come ogni volta che veniamo in Puglia ci hanno rimpinzato continuamente di roba da mangiare”, ha detto il leader del gruppo romagnolo. Ma in un attimo di serietà ha spiegato “La Puglia è uno dei pochissimi luoghi che ha iniziato a capire i Nobraino ben prima di altri”.
 

Parliamo di uno dei gruppi che, col nuovo lavoro, si conferma non solo amatissimo ma anche una delle band emergenti più interessanti del panorama nazionale, che nel nuovo cd riesce a passare dalla musica da balera di “Nottambula” a strofe di deandreiana memoria (“sono stato concepito sul pavimento perché la passione non sceglie mai dove andarsi a sdraiare”), dall’energia di “Il Mangiabandiere” a brani sibillini dove figure mitologiche come quella del Minotauro, sono metafora della voce della coscienza che ognuno di noi ha dentro, non disdegnando infine momenti intimistici, come quello regalato con “Film muto”, da ascoltare assolutamente ad occhi chiusi.
 

In un mondo, non solo quello musicale, dove la meritocrazia spesso è un’altra cosa, noi abbiamo bisogno di cantautori (e cantastorie) dall’indiscusso talento artistico.. e a chi li chiama intellettuali di provincia loro rispondono così..

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