Il cozza-gate fa sentire i suoi effetti anche in Regione

Laura Maffei

Vendola e Fratoianni pensano a una legge “contro” i regali

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Prevenire è meglio che curare. Deve essere stato questo l’adagio al quale hanno pensato il presidente Nichi Vendola e il suo figlioccio, Nicola Fratoianni, assessore alle Politiche giovanili, alla cittadinanza sociale e all’attuazione del programma.

E sì, perchè inutile sottolineare ancora il terremoto politico che sta scatenando il cestino da pic nic di lusso donato al sindaco Emiliano il quale, forse solo per questo motivo, rischia di non essere il candidato prescelto per la Presidenza della Regione, almeno così la pensano Bersani e lo stesso Vendola, che invece aspira di arrivare a Roma in pompa magna.

Quindi, è meglio correre ai ripari e per questo motivo, pochi giorni fa, è stato varato un regolamento per limitare casi di corruzione mediante la donazione di regali, che siano essi beni commestibili i meno.

Della questione si sta occupando Fratoianni il quale intende fare in modo che gli assessori regionali potranno accettare omaggi purchè non superino il valore di 150-200 euro. Se proprio non intendono rinunciarvi (magari perchè cozze troppo fresche, spigole di mare, ottime cantine di vini…) saranno tenuti a versare la differenza. Altrimenti, il dono dovrà essere “destinato ad attività sociali oppure entrerà a far parte del patrimonio dell’amministrazione”.

Lo scopo è indubbiamente nobile: aumentare la trasparenza, la correttezza e diminuire – si spera, in realtà, che vengano debellati – i casi di corruzione in politica.

Solo una cosa fa pensare: chi deciderà il valore dei regali? E chi controllerà i dipendenti, consiglieri e assessori? E ancora, come avrebbero detto i latini: quis custodiet ipsos custodes? (Chi controllerà i controllori?).

 

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