Blasi riscopre l’amore per Emiliano

Luca De Netto

Mentre il centrodestra si scatena sottolineando l’incoerenza del PD

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Tentativi di pacificazione in area PD, forse per evitare scenari politici imprevedibili o forse per non trascinare il partito di Bersani in una telenovela mediatica che poco bene farebbe ad una forza politica che, pur governando Regione e Comune, non gode di ottima salute.
E così, dopo quella che era sembrata una vera e propria presa di distanza da parte del Partito Democratico nei confronti di Michele Emiliano – forse per ricambiarlo di tutta quella collezione di piccoli e grandi strappi che il primo cittadino aveva collezionato con la sinistra e con il suo partito nei mesi scorsi – è arrivata una nota mielosa di Sergio Blasi, segretario regionale del PD.

“Ho incontrato Michele Emiliano – dice Blasi –  ed a lui ho manifestato il mio apprezzamento per le scuse fatte alla Città e per aver riconosciuto che sul piano politico alcuni “rapporti stretti”, come lui stesso li ha definiti, hanno prodotto errori e sottovalutazioni. Proprio in ragione di questa sua consapevolezza, mi sento di riconfermare la fiducia sull’onestà personale di Emiliano e il mio sostegno unito a quello di tutto il PD per impedire che una vicenda, pur significativa, possa oscurare l’opera di modernizzazione e di cambiamento che ha fatto della città di Bari un positivo riferimento nel panorama delle città metropolitane d’Italia.”

Insomma, sono bastate le posizione pubbliche espresse da Emiliano e questo incontro magico tra i due uomini politici, per far si che il PD tornasse a rivendicare con forza l’azione politica di Emiliano e, si badi, la sua eredità. Perché poi, il punto della vicenda, sta tutto qui: il Governo della Città e della Regione nei prossimi anni… Tanto è vero che, Blasi arriva a sbottonarsi abbastanza apertamente, affermando che  “a prima azione che insieme siamo chiamati a realizzare è quella di un rilancio della speranza e della fiducia che l’onda della Primavera pugliese generò nella vita pubblica. Ciò è possibile restituendo il valore dell’esperienza fin qui accumulata , per una nuova e più incisiva fase alla guida della Città, come lo stesso Michele ha opportunamente affermato.”

Detto in altri termini: cerchiamo di venirci incontro, perché qui è in ballo il futuro del PD come forza di Governo, e non si può prescindere in alcun modo dal modello Emiliano, piaccia o non piaccia.

Ma Blasi precisa anche che occorre riaffermare con forza “il ruolo di architrave del Partito Democratico nel rinnovamento e nella moralizzazione della vita pubblica in raccordo con le esperienze più vitali della cittadinanza attiva.”

Questa sorta di riposizionamento del segretario del PD, non sfugge però all’opposizione, tant’è che il Sen. D’Ambrosio Lettieri, esponente del PDL, parla apertamente di “incredibili acrobazie del segretario del Pd, Blasi che mentre con una mano schiaffeggia il presidente del suo partito definendolo <una maschera di gruppi di interesse> con l’altra torna frettolosamente ad accarezzarlo confermandogli la fiducia e dando sfoggio ad una imbarazzante piroetta”.

“Il fatto grave”, conclude molto tagliente Lettieri, “è che mentre sindaco e relativo partito giocano ai quattro cantoni, Bari annega nelle loro contraddizioni. Altro che Primavera. Questo è l’autunno nero della trasparenza e della democrazia”.

Dello stesso tenere, la posizione della Puglia prima di tutto: “Avevamo appena letto tonitruanti esternazioni virgolettate del Segretario Regionale PD Sergio Blasi, riportate dalla stampa nazionale (“Basta con l’ipocrisia, più pelosa delle cozze. Emiliano era diventato la maschera di gruppi d’interesse”), che ci siamo trovato tra le mani una compunta dichiarazione con cui lo stesso soggetto si sente “di riconfermare la fiducia sull’onestà personale di Emiliano e il mio sostegno unito a quello di tutto il PD ecc.ecc.”.

Per le forze di centrodestra, in altri termini, è palese quella che viene definita “una penosa quanto precipitosa ritrattazione” che secondo Andrea Caroppo, “comporta che oggi i “gruppi d’interesse” abbiano acquisito una “maschera” in più: quella del povero Blasi, “unita a  tutto il PD”.

Intanto cosa fa il diretto interessato, ossia il Sindaco Emiliano?  More solito si affida a Facebook, precisando ai suoi fans che “senza le mie risposte, alcuni di voi rischiano di dare giudizi sommari: l’analisi obiettiva e condivisa dei singoli fatti può aiutare a ristabilire la verità. Ovviamente senza tralasciare i problemi quotidiani della città che su questa bacheca sono sempre stati affrontati”.

E proprio sui “problemi quotidiani”, erano arrivate precisazioni ufficiali da parte del Sindaco, pienamente fiducioso nei confronti della Magistratura, oltre che di tutta l’Amministrazione.

Stando infatti alla nota stampa giunta dal Comune, la Giunta comunale non avrebbe mai in alcun modo favorito attraverso ‘varianti’ la ditta Dec, concessionaria dei lavori per la realizzazione e gestione del parcheggio di piazza Cesare Battisti.

“L’origine della variante del 6 agosto 2009 – precisano gli Amministratori – è da ascriversi ai maggiori costi per i lavori eseguiti dalla Dec a seguito delle prescrizioni dettate dalla Regione Puglia in sede di valutazione d’impatto ambientale (ed ai maggiori oneri legati alla cosiddetta sorpresa geologica e all’adeguamento sismico).”

In più, si sottolinea che il progetto relativo al parcheggio di piazza Cesare Battisti non ha mai comportato alcun onere economico a carico dell’Amministrazione e che tutti gli oneri erano posti a carico dell’impresa concessionaria, inclusi quelli oggetto della perizia di variante che hanno determinato esclusivamente il riequilibrio economico e finanziario del progetto.

Dunque la Giunta comunale si sarebbe limitata a prendere atto delle dettagliate indicazioni dei tecnici di parte comunale e regionale, ed avrebbe approvato la perizia di variante al progetto non solo sulla base dei pareri favorevoli dei tecnici, ma anche in forza di un parere redatto da un docente universitario designato dal Politecnico di Bari, incaricato dal Comune di verificare l’ammissibilità e la congruità della proposta di riequilibrio economico e finanziario formulata dall’impresa.

“Il consulente – dicono infine dal Comune – ha concluso che la proposta di piano di riequilibrio era “ammissibile” e congrua sulla base di tre principi di riferimento:
1) fedeltà delle assunzioni proposte nel piano di riequilibrio alla realtà
2) non consentire un indebito vantaggio al concessionario
3) robustezza dei risultati sul profilo della bancabilità dell’intera proposta progettuale
.”

Ma ora, più che a queste precisazioni fatte alla stampa, e ai dialoghi sui social network, il Sindaco di Bari dovrà ricorrere a ben altra difesa se vorrà chiarire definitivamente le vicende, delle quali, certamente, qualcuno, a sinistra, saprà approfittare.

 

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