OM Carrelli: ancora fumata grigia. Cassa integrazione per due mesi e a fine marzo si torna a Roma

Bisogna giudicare la fattibilità del progetto di riconversione dell'azienda. E i 285 lavoratori aspettano
Sembra un incubo senza fine quello dei quasi 300 lavoratori della OMCarrelli.
Si attendevano risposte importanti dalla riunione di Romaal Ministero dello Sviluppo Economico, e invece si torna dal viaggio con più dubbi e incertezze di prima.
A fine marzo l’appuntamento sarà di nuovo in quel di Roma per dare un giudizio definitivo sulla fattibilità del progetto di reindustrializzazione dell’intera area secondo l’iniziale progetto Hybrid annunciato a dicembre e sfumato nelle ultime settimane per il ritiro dalle trattative dell’imprenditore Landi.
Gli operai vanno in cassa integrazione ordinaria fino al 31 maggio 2012, se dopo questa data la situazione di stallo dovesse permanere, i sindacati, azienda ed istituzioni si metteranno all’opera per la ricerca di strumenti alternativi a cui ricorrere.
In realtà, il secondo tempo previsto per fine mese della task force tenutasi a Roma la scorsa mattinata, servirà soprattutto all’imprenditore Saltalamacchia, ideatore del progetto di riconversione, per trovare nuovi finanziatori, questa volta affidabili, grazie ai quali salvare l’azienda e i suoi dipendenti.
Se ciò non dovesse accadere il gruppo Kion sarebbe pronto a garantire anticipatamente agli eventuali nuovi investitori, una serie di incentivi tesi ad attirare il mondo dell’imprenditoria. Al di là di belle parole proferite in piazza, e di promesse di sostegno
mai mantenute, il mondo politico pare estraneo a tutta questa vicenda.
Alla vigilia della riunione di Roma il Presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, esprimeva la speranza che “da questo incontro si faccia chiarezza sul possibile destino dell’azienda e che possa essere definita una possibile via di uscita per i lavoratori; occorre una forte sinergia istituzionale per scongiurare l’ennesima vertenza occupazionale che si va ad aggiungere ad altre importanti mobilitazioni che, in questo momento, vive la Terra di Bari: impegno e sostegno rivolgo a tutti i lavoratori in via di licenziamento”.
Non sappiamo quanto questo serva agli operai e alle loro famiglie, nauseate da discorsi simili e affamati di risposte e interventi concreti.
Certo è che la loro agonia continua, almeno fino alla nuova riunione del 31 marzo, e presumibilmente anche per i due mesi successivi.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito