Dallo studio alla lettura: “Parliamo di biblioteche”

Fabio Leli

Il presidente AIB Puglia Morgese: “Desacralizziamo il luogo delle biblioteche”

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“La biblioteca comunale a Bari non serve” sono state le parole del Sindaco di Bari Michele Emiliano che hanno riportato nell’agenda della società civile il problema legato all’accesso alle biblioteche.

Si è tenuto infatti ieri un incontro-dibattito alla libreria Laterza a cui hanno partecipato diverse personalità sensibili al tema delle biblioteche, tra le quali la scrittrice Antonella Agnoli, l’assessore regionale ai beni culturali Angela Barbanente, il presidente della Sezione pugliese dell’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) Waldemaro Morgese e Isa Bergamini dell’associazione LeggerMente.“Se il Sindaco non avesse dato quella risposta non ci sarebbe stata alcuna reazione e alcuna presa di coscienza al problema delle biblioteche” ha dichiarato immediatamente la Agnoli.

Il Sindaco – ha proseguito l’autrice – ha detto quello che tanti pensano e che molti non dicono, ossia che le biblioteche servono a poche persone; in cifre, soltanto al 10% della popolazione. Ma la biblioteca, nell’era della digitalizzazione, deve tornare ad essere un luogo dove la relazione sia importante e il libro sia soltanto lo strumento per l’incontro con l’altro.”

Infatti, oggi, le biblioteche sono viste soltanto come dei luoghi di studio, come dei “contenitori di libri” che servono soltanto agli studenti e ai studiosi.

Durante il dibattito, il presidente Morgese ha avanzato la proposta di revisionare la Legge sulle biblioteche del 1979 per “desacralizzare il luogo della biblioteca” in quanto “luogo pieno di barriere psicologiche”. Di fatto, è emersa la volontà di tutti i relatori “di ricreare lo spazio della biblioteca, con la concertazione e l’intervento corale dei cittadini”, per dar vita ad un luogo “neutro” che si frequenti “semplicemente per stare con qualcuno e per socializzare.”

La biblioteca, secondo l’assessore Barbanente, deve essere quindi intesa come il luogo del “pronto soccorso della mente”, come “uno spazio sociale dove si possa costruire un’autentica opinione pubblica.”

In conclusione, l’incontro ha fatto emergere quanto già dichiarato dal Sindaco, ossia che “la biblioteca non serve”.

La biblioteca non deve né servire, né essere servile ad un sapere esclusivamente accademico. Ad una Crisi che piega e strumentalizza persino la conoscenza, “desacralizzare il luogo della biblioteca”, per far spazio ad un punto d’incontro dedicato al semplice piacere dello stare insieme, è il nuovo obiettivo che una biblioteca deve raggiungere.

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