La Regione fa dietro front con i propri dipendenti

Quei due giorni di chiusura per neve “non s’hanno da pagare”
“Oltre al danno pure la beffa”. Recita così un detto popolare che nella circostanza non sarebbe da attribuire al Sindaco Emiliano, che di critiche in quei giorni di gran freddo se ne è prese tante, ma è quello che pensano i dipendenti della Regione Puglia e i loro rappresentanti sindacali.
Stiamo parlando della tanto discussa ordinanza del sindaco di Bari – recepita anche da Vendola e Schittulli – in cui si ordinava la chiusura di due giorni di tutti gli uffici pubblici causa “pericolo neve”.
La neve a Bari, il 7 e l’8 febbraio, così come nei giorni successivi, non è mai arrivata, ma i dipendenti pubblici hanno potuto godere di due giorni di riposo, a casa, al calduccio, con i propri familiari.
Ma per i dipendenti della Regione questa storia non termina con un lieto fine. Insieme alla busta paga del mese di febbraio hanno anche ricevuto anche una bella sorpresa: è di due giorni fa una circolare del dirigente del personale, Domenica Gattulli, in cui si segnalano «difficoltà interpretative sul corretto riferimento contrattuale giustificativo» delle assenze del 7 e 8 febbraio, quando appunto il presidente Vendola – imitando il sindaco Emiliano – decise di chiudere gli uffici baresi. Ma quella chiusura per neve è equivalente ad una causa di forza maggiore sopravvenuta, e dunque la Regione non sarebbe tenuta a pagare i dipendenti lasciati per due giorni a casa. A meno che, come appunto segnalato dalla circolare, i dipendenti non vogliano mettersi in ferie, oppure sfruttare le festività soppresse, i permessi retribuiti o «altre modalità previste dal contratto». Insomma, quei due giorni di “riposo bonus” dovranno pagarseli loro.
Ovviamente lo sgomento nei corridoi di Lungomare Starita è tanto, e i sindacati minacciano il ricorso alle vie legali. «I dipendenti regionali – scrive il segretario della Uil, Giacomo De Pinto – non possono e né devono motivare le assenze dei giorni in oggetto in quanto le stesse non sono state né desiderate né mai richieste».
La cosa che sorprende ancora è che la Regione sia l’unico ente che ha riservato questo trattamento ai suoi dipendenti.
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