Lum, si inaugura l'a.a. 2011-2012

Laura Bienna

In una gremita Aula Magna si parla di diritto, economia e virtù

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Posti in piedi nell’Aula Magna dell’Università “Lum Jean Monnet” per la Cerimonia di inaugurazione del nuovo Anno Accademico, che si è aperta con l’intonazione del nostro inno nazionale e i ringraziamenti del Magnifico Rettore Emanuele Degennaro, prima d’ogni altro, agli studenti, veri protagonisti della vita universitaria, verso i quali deve essere profusa ogni attività educativa.                                                                                  
A 17 anni dalla fondazione della Libera Università Mediterranea, che oggi ospita le facoltà di Economia e Giurisprudenza, e a 16 dal riconoscimento da parte dell’Action Jean Monnet, il Rettore ha, poi, ricordato e ringraziato simbolicamente la figura del compianto padre, fondatore della Lum, il Sen. Giuseppe Degennaro, “senza la cui intuizione oggi non saremmo quì”, ha detto in un attimo di commozione.                       

Nel suo discorso ha evidenziato come l’economia oggi debba essere riconosciuta quale componente basilare del processo cognitivo di crescita per il futuro, e il lavoro dell’uomo come il più alto momento di realizzazione personale  dell’individuo e non come mera  componente del ciclo produttivo monetariamente computata.  Non sono mancati, dunque,  illustri riferimenti: dalla lettura delle parole di Monsignor Ravasi, alle citazioni del filosofo Abbagnano e del geniale artista Leon Battista Alberti, come invito ai ragazzi a non smarrire la virtù,  fino alla menzione della frase di Seneca “Nulli praeclusa virtus est”, con la quale ha esortato gli studenti a non demordere mai nella vita, a essere critici, costruttivi e speranzosi delle loro capacità.

È intervenuto anche il Presidente della Corte Costituzionale,  Alfonso Quaranta, per una sintetica ma profonda lezione sui diritti fondamentali nella Costituzione: si è parlato, dunque dei diritti dello straniero, della inviolabilità delle libertà fondamentali, della necessità di ridurre i contrasti interpretativi mediante un costante dialogo fra le corti nazionali e internazionali. Quaranta ha concluso, poi, con una domanda provocatoria agli studenti: e se si pensasse a una carta dei doveri, oltre che a quelle dei diritti? Una carta pensata come salvaguardia istituzionalizzata delle esigenze delle generazioni future, che nessuno per ora si preoccupa di tutelare.

A salutare gli studenti e ad augurargli un anno accademico ricco di tensioni positive ed entusiasmo, anche il Pro-Rettore, Mario Nuzzo che ha relazionato in riferimento alla certezza del diritto nell’economia globalizzata, tema cardine e di estrema attualità e il Rappresentante degli Studenti, Rocco D’Orazio.

Una cerimonia, dunque, nella quale si è ricordato come la vita universitaria deve essere frutto di una libera e ponderata scelta, tematica questa da sempre oggetto di interesse da parte di una università che ha fatto della communitas partecipativa docenti –studenti la propria idea germinale e che è oggi prossima alla apertura di una sede di Tutoraggio nella Provincia della BAT, legando ancor di più l’Università al territorio e al suo contesto socio-economico.

 

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