Brueckner, Schubert e Strauss: perchè Sanremo non è il Petruzzelli

Nicola Andrisani

Al via le 'Sinfonie d'inverno': prossimo appuntamento il 23 con Debussy e Tchaikovskij

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Il miglior metodo per sfuggire, almeno per una sera, dalle ‘lusinghe’ casalinghe della terribile e invitante triade poltrona, plaid e Sanremo? Un po’ Schubert, assieme a una spruzzatina di Strauss, terminando con una bella dose di Brueckner.

Una boccata di vera ‘aria musicale’ quella di ieri sera al Petruzzelli, dove ha preso il via un interessante ciclo di 4 ‘Sinfonie d’Inverno‘, con proposte molto interessanti tra notorietà e ricerca. Molto buono il programma della serata inaugurale: l’evocativa ‘Rosamunde’ di Schubert, seguita dalla riflessiva e filosofica ‘Vier Letze Lieder’ di Richard Strauss, terminando con l’affascinante percorso introspettivo della 7a Sinfonia di Brueckner.

Sul podio l’esperto direttore austriaco Ralf Weikert, fluido e rigoroso nella conduzione, dipanando con disinvoltura la grande matassa musicale dell’opera brueckneriana, eseguita da un’ Orchestra della Fondazione Petruzzelli in gran forma, quasi sempre al massimo della concentrazione e dell’espressività. Ottimi i vibrati degli archi, tipici delle orchestrazioni di Brueckner, in sincronia a tratti perfetta. Un saggio di abilità e capacità analitiche notevoli. Eterea e versatile invece la soprano tedesca Alexandra Coku, interprete vocale di ‘Vier Letze Lieder’: voce molto duttile, leggera e adattabile alla frastagliata partitura moderna di Strauss (il componimento è del 1948 su versi di Hesse e von Eichendorff).

Una serata ben organizzata musicalmente, con il solo rammarico di un pubblico troppo indisciplinato e poco abituato alle consuetudini della sinfonica.

L’appuntamento successivo con le ‘Sinfonie d’inverno’ sarà il 23: sul podio Nir Kabaretti per un programma che prevede Syrinx (flauto solo Anna Lisa Pisanu) e Prélude à l’aprpe-midi d’un faune, di Debussy, Romeo e GIulietta – Ouverture Fantasia di Tchaikovskij e la Sinfonia in re minore di Cèsar Frank.

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