Nodo ferroviario. Vince il progetto che prevede l’interramento

Caterina Rinaldo

Ingegnere barese premiato per migliore tesi di laurea in Architettura e Urbanistica

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La Fondazione Archiprix international organizza dal 2001 un concorso internazionale di architettura rivolto a giovani laureati, con l’intento di promuovere le migliori tesi di laurea di Architettura e Urbanistica, e promuovere lo sviluppo della conoscenza e l’ingresso nel mondo della professione. Il Consiglio Nazionale Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori promuove l’iniziativa Archiprix Italia, in paternariato con Archiprix international. Quest’anno vincitore della sezione urbanistica e paesaggio è risultato Lucio Riccobono ingegnere edile-architetto, che ha svolto una tesi di laurea dal titolo: “Bari, il nodo ferroviario e l’area dell’ex caserma Rossani. Riqualificare per il futuro, tra storia memoria e progetto”.

La tesi è stata redatta nell’ambito dei corsi di Storia dell’Architettura Contemporanea e Laboratorio Progettuale e Tecnica Urbanistica e Laboratorio, tenuti dai professori Arturo Cucciolla e Francesco Selicato e affronta diversi temi: innanzitutto una riflessione sulla nozione di genius loci, ma anche sulla storia e sulla memoria della città, poi un’analisi storica e urbanistica dei piani regolatori generali redatti per Bari, e infine un’analisi storica della costruzione e trasformazione della caserma Rossani, mediante una ricerca archivistica ed emerografica.

Il problema della cucitura della città e della riqualificazione dell’area dell’ex caserma Rossani, non è un tema nuovo: era già stato affrontato mediante numerose proposte progettuali volte all’eliminazione del nodo ferroviario dal centro cittadino. Perchè non hanno mai trovato accoglimento? In realtà questa possibilità ha sempre incontrato la ferma opposizione delle Ferrovie dello Stato, la cui ingerenza non ha consentito di dare corso alle ipotesi progettuali rimaste quindi sulla carta. In una città come Bari con un sistema di trasporti pressochè inesistente, la presenza di scali ferroviari in pieno centro cittadino rappresenta un vantaggio.

Pensiamo ad esempio alla situazione della zona sud di Bari (per intenderci quella del Perotti), collegata alle città di Lecce o Brindisi in sole due ore senza la necessità di raggiungere la Stazione centrale per poi tornare indietro. Oppure pensiamo alla metropolitana di superficie, che ha consentito di collegare il centro cittadino alla periferia in soli tre minuti. La rimozione del nodo ferroviario creerebbe delle ulteriori difficoltà nella mobilità cittadina. In tal senso nel progetto vincitore, si prospetta un intervento globale sinergico tra l’area della ex Caserma Rossani, la stazione ferroviaria e piazza Moro, via Sparano, città vecchia e porto. Infatti si prende seriamente in considerazione l’incidenza che l’elimanzione dei binari comporterebbe sulla città, a fronte del conseguimento di aree su cui inventare nuovi possibili scenari urbani. La soluzione sembra mettere d’accordo tutti, dato che riaffiora la vecchia idea di interramento della ferrovia a cui affiancare il tema del ritrovamento dell’identità urbana e della centralità della città, nella sintesi tra continuità visiva e funzionale della città storica e della città contemporanea. Per l’area dell’ex caserma Rossani sono stati previsti quattro edifici, biblioteca, teatro, multisala, sala espositiva nell’ambito di un grande parco urbano.

Una stazione ponte “cuce” le due sponde della città a creare una connessione funzionale e allo stesso tempo ,una soluzione che crea nuovi rapporti visivi con il contento urbano.

Cambia anche la connotazione dell’estramurale Capruzzi, in cui si prevede un ampliamento a boulevard della sede stradale e l’ampliamento del sottopassaggio di via Quintino Sella e la realizzazione di una autostazione sotterranea. Un ulteriore intervento in piazza Moro completa il progetto per consentire l’attraversamento dell’area ferroviaria. La tesi è stata presentata, in occasione della mostra nazionale itinerante “Archiprix Italia 2010” sulle migliori tesi di laurea italiane in Architettura e Ingegneria Edile-Architettura, che sarà possibile visionare al Politecnico di Bari fino al 17 febbraio.

Il progetto è stato presentato oggi nell’ambito di un incontro dal titolo “Confronto sui progetti”, nell’aula magna della Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Bari, alla presenza dei relatori e del vincitore oltre che del giornalista e critico d’architettura Nicola Signorile. Ricucire la città nell’ottica di una visione moderna della realtà locale, come occasione di crescita e rilancio grazie ad una mobilità ragionata e in linea con i tempi, è il senso di questa nuova riflessione. Finalmente una voce nuova fuori dal coro? Si vedrà, per ora resta tutto così com’è.

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Commenti

  • BariDomani (utente non verificato)

    Che meraviglia!E’ il mio sogno e non solo il mio.Una rete ferroviaria metropolitana sotterranea fino a S.Spirito!Spero che si avveri.