Il Bari alle prese con fastidiosi “sassuolini”

Mauro Solazzo

Sul campo, i neroverdi vicecapolisti di Pea; in tribunale, le rivelazioni di Iacovelli. Senza dimenticare le incombenze economiche…

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Nel bel mezzo della bufera-calcioscommesse, ecco arrivare per il Bari l’appuntamento con una partita di cartello. Domenica all’ora di pranzo (si comincia alle 12,30 su disposizione della Lega, n.d.r.) i galletti cercheranno di togliersi la fame “pappandosi” un pesce grosso, ovvero quel Sassuolo del tecnico ex-Inter Fulvio Pea, che sta strabiliando tutti e si è addirittura insediato nelle posizioni di testa. I neroverdi, però, sono dello stesso avviso nei confronti dei galletti, forti di una condizione di forma eccellente (sono in serie positiva da otto giornate) e di una tenuta in trasferta da record: l’ultima (e unica) sconfitta fuori casa, porta addirittura la data del 4 settembre, quando fu la rivelazione-Verona a passare alle armi gli emiliani.

Certo è che una prestigiosa vittoria dei biancorossi, restituirebbe un minimo di dignità ad una società che ha probabilmente toccato il punto più basso da quando, nel lontano 1908, fu fondata. Le notizie provenienti dal fronte-indagini, per le note vicende legate alle partite truccate, non sono affatto buone: l’interrogatorio di garanzia dell’infermiere-tuttofare Iacovelli, ha aggravato la posizione di Andrea Masiello e di almeno altri tre suoi ex-compagni di squadra. La società biancorossa sta provando a correre ai ripari, avendo già depositato, presso il Tribunale di Bari, una denuncia per truffa;  pare tuttavia quasi impossibile che ai biancorossi non venga contestata la responsabilità oggettiva, vista la costante presenza di Iacovelli tra i calciatori e le inquietanti indiscrezioni su liti tra due gruppi distinti di calciatori della rosa della passata stagione (Gillet, Almiron e Donati da una parte, gli scommetitori dall’altra.

“Ho sempre espresso la mia opinione in merito a come il Bari sia eventualmente parte lesa di questa brutta faccenda – ha spiegato l’amministratore delegato, dott. Claudio Garzelli – e l’iniziativa che abbiamo messo in atto mira a dimostrare questa realtà nelle opportune sedi. Con la Figc abbiamo un vincolo, una clausola compromissoria che di fatto ci vieta di adire alla giustizia ordinaria, ma siamo fiduciosi affinché arrivino le meritate autorizzazioni e sia data la possibilità al Bari di difendersi come merita. In ogni caso, costituendoci parte offesa, strumentalmente ci siamo concessi la possibilità di essere poi ammessi in un eventuale processo che si dovesse svolgere a carico di tesserati”. E ancora, sulla responsabilità oggettiva: “Palazzi ha definito la responsabilità oggettiva come un architrave della giustizia sportiva – ha proseguito – ma ritengo che possa e debba essere modificato da alcune esimenti. Lo scorso anno il Bari aveva un modello organizzativo interno che funzionava alla perfezione. Grazie a questo modello, nell’ambito delle pene pecuniarie riferite alle intemperanze dei propri sostenitori, abbiamo risparmiato diversi quattrini. Dinanzi al giudice sportivo abbiamo infatti dimostrato di aver fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità per prevenire fatti di intemperanze da parte dei nostri sostenitori. Noi auspichiamo che questo principio inizi a valere come esimente anche in caso di illecito sportivo. Abbiamo fatto di tutto affinché si rispettassero le regole del gioco”.

VINELLA – Intanto , dopo l’insediamento sulla poltrona di amministratore unico, il dott. Franco Vinella si è così presentato ai tifosi: “Ho accettato l’incarico di amministratore unico del Bari Calcio, conferitomi dall’assemblea degli azionisti della stessa, nella seduta di ieri, principalmente per un dovere di riconoscenza, nei confronti di questa Società che ha contribuito in maniera determinante alla mia formazione professionale, in questi 28 anni di ininterrotto servizio; oltre che per un atto dovuto di obbedienza nei confronti della proprietà del club, che lo sostiene da ben 35 anni. Ma solo dopo aver ricevuto il consenso da parte del nostro collegio sindacale, che è anche l’organo di controllo della società, nonché l’accettazione da parte di tutti i miei colleghi di lavoro. Non sono e non sarò un uomo di comunicazione, questo ruolo è e resterà Garzelli, perché come ha scritto un vostro collega, sono e rimango un un uomo da “macchina”, un tecnico, un fedelissimo della famiglia Matarrese. Nell’espletamento di questo importante e gravoso  incarico, il cui unico scopo è assicurare la continuità aziendale dell’A.S. Bari, spero di avere la saggezza del mio presidente Vincenzo Matarrese e la razionalità del mio amministratore delegato Salvatore Matarrese che rimane sempre il “mio” modello manageriale. Abbiamo un duro lavoro da fare, ma potremo farlo solo con l’aiuto di tutti, Voi compresi, per il Bari e per Bari”.

Certo è che il dott. Vinella avrà da subito delle belle gatte da pelare. Anche se è la vicenda-scommesse a fare la parte del leone sui media, non deve passare sotto silenzio un altro gravissimo problema che attanaglia il Bari: la questione debitoria. Pare che all’orizzonte ci sia la decisione di pagare gli stipendi entro il 15 febbraio, ma di non versare i contributi (che nelle intenzioni verrebbero successivamente rateizzati): una mossa che costerebbe al Bari almeno un altro punto di penalizzazione e al massimo dirigente una inibizione di qualche mese.

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