I Rettori del Sud scrivono al Ministro dell'Università Profumo

Dalla Puglia al Molise passando dalla Basilicata un solo grido: "Basta con le disequità!"
Qualcuno dice che con la crisi chi era povero lo diventa ancor di più, mentrei i ricchi restano tali. Leggendo i dati del 14 dicembre relativi al Fondo di Funzionamento Ordinario (F.F.O.) assegnati ai singoli Atenei pubblici nazionali, in molti si accoderanno a questa ” scuola di pensiero “.
A prender carta e penna e a far sentire le proprie ragioni questa volta ci pensano i Rettori della Federazione del Sistema Universitario Lucano – Molisano – Pugliese con una lettera inviata al Ministro dell’ Università in cui si denunciano ” oggettive e incontestabili sperequazioni, che si ripropongono ormai da tre anni in termini sempre maggiori “.
“La distribuzione geografica delle due categorie di Università è tutt’altro che casuale: se si suddividono i 54 Atenei valutati in due gruppi di pari numerosità, ubicati rispettivamente a nord ed a sud del parallelo passante per Foligno, si ottiene la seguente situazione: dei 27 Atenei centro-meridionali solo 2 appaiono, peraltro piuttosto marginalmente, “virtuosi”, mentre delle 27 università del centro-nord ben 23 rientrano in questa “fortunata” categoria“.
Altro dato inconfutabile è che “l’Università meglio finanziata riceve (dati 2010) quasi 6.500 euro a studente, mentre la meno supportata poco più di 2.200 euro; inoltre dei 27 Atenei sovrafinanzati rispetto alla mediana nazionale solo 8 hanno sede al centro-sud, mentre dei 27 Atenei sotto finanziati appena 8 appartengono al centro-nord”.
Discutibili anche i metodi di assegnazione delle premialità: “nella didattica si premia la facilità di superamento degli esami e non la qualità della formazione ricevuta, e nella ricerca si portano in conto solo alcuni capitoli di finanziamento nazionale ed europeo, e non altri, e si ignorano gli indicatori bibliometrici internazionali di produttività scientifica. E nel metodo, poiché criteri e pesi vengono rivisitati ogni anno, e sempre a posteriori, il che vanifica ogni seria volontà di management by objective da parte degl atenei “.
Tre le principali richieste mosse dai Rettori: l’introduzione di un contributo standard per studente, da applicare su tutto il territorio nazionale, al fine di uniformare in termini equitativi la distribuzione della cosiddetta “quota storica” del F.F.O. ; la definizione di criteri di valutazione della premialità equi, noti e stabili in termini pluriennali; la sospensione dell’applicazione della quota premiale del F.F.O. 2012 che se fosse effettuata, sulla base dei criteri attuali, porterebbe ad acccentuare le attuali disegualianze.
La lettera dei Rettori si chiude ricordando al Ministro come tutti questi interventi siano a “costo zero”, e nel bene del sistema universitario nazionale e non solo meridionale.
La speranza che tutto ciò abbia esito positivo (sarebbe già tanto che venga letta), è esigua, ma almeno un tentativo è stato fatto!
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