Laudati attaccato dall’ANM: è stato leso il principio costituzionale di indipendenza

Si difende: nessuna interferenza sugli organi giudicanti
Il sindacato, infatti, torna sull’istituzione dell’aliquota della Guardia di Finanza diretta al “controllo incrociato delle indagini” dei sostituti, ribadendo a gran voce «il principio di indipendenza interna del pubblico ministero è un valore desumibile direttamente dalla Costituzione che deve essere difeso e salvaguardato per un corretto ed efficiente esercizio dell’azione penale».
Non è pertanto condivisibile, secondo l’Associazione, la creazione dell’aliquota della Gdf «all’interno della segreteria del procuratore» che ha avuto «l’effetto di derogare surrettiziamente alle regole di assegnazione e trattazione dei procedimenti, di svilire il ruolo del singolo magistrato di direzione delle indagini e di ledere l’immagine del singolo magistrato nella percezione della stessa polizia giudiziaria».
Non si fa attendere la replica del procuratore il quale, pur condividendo l’esigenza dell’ANM e le loro perplessità sul nuovo ruolo assegnato al Procuratore della Repubblica, precisa che <<nella vicenda che mi riguarda: non è mai stata "predisposta una struttura di polizia giudiziaria all’interno della segreteria del Procuratore della Repubblica…"; non vi è mai stato un "controllo incrociato delle indagini svolte in diversi procedimenti penali dai sostituti procuratori…"; non sono mai stati messi in atto "comportamenti che si traducono in inammissibili interferenze sugli organi giudicanti": e come questo debba essere interpretato nel pieno rispetto dell’indipendenza interna dei Sostituti>>.
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