Consiglio comunale, la cravatta non fa il monaco

Comunicazioni, coniugi De Salvo, demolizione gazebo, qualche approvazione e una parolaccia
Si è aperta con un minuto di silenzio la seduta del Consiglio comunale dello scorso pomeriggio: il centrodestra di Cea lo ha chiesto per ricordare i coniugi De Salvo, toltisi la vita domenica scorsa per sottrarsi all’indignenza.
Proprio i De Salvo sono stati l’oggetto di diverse comunicazioni -“Vi ringrazio per la vostra sentita vicinanza alla vicenda ed assoluta lontananza da strumentalizzazioni”, avrebbe detto più tardi Abbaticchio- da parte dei consiglieri. Il lavoro, la povertà, cosa si è fatto e cosa si sarebbe potuto fare di più. Al sindaco (assente) è stato chiesto di verificare l’apparato dei servizi sociali e il suo funzionamento; fino a che punto e come le associazioni preposte ad aiutare i bisognosi (finanziate dal Comune) svolgono il loro compito e sono presenti (Cea e Pirro). “La povertà a Bari -ha dichiarato Abbaticchio, assessore al Welfare- conta circa 35mila persone: 14.900 in stato di povertà assoluta, 23.500 in povertà relativa. Le associazioni preposte, come Andromeda, la Croce Rossa e SoleLuna, sono strutture eccellenti sotto tutti i punti di vista. E’ comunque necessario rivedere il sistema del Welfare e gli strumenti d’investimentoper poter disegnare nuovi percorsi di integrazione.”
Gazebo di Barivecchia e demolizione, un ulteriore motivo di disagio economico e sociale: alcuni consiglieri hanno ribadito il concetto del valore del lavoro in questo difficile momento economico ed hanno chiesto un tavolo di lavoro urgente per una soluzione di continuità a favore degli esercizi interessati (votato ed approvato all’unanimità). Non poche incomprensioni ha creato la realizzazione del canile comunale: all’appello di Maria Maugeri affinché venga subito trovata una “soluzione” per evitare che i Rom allocati oltre la parete adiacente al cantiere del canile continuino a [essere costretti a] rubare tutto ciò che è nel cantiere stesso -non permettendo la prosecuzione dei lavori-, l’assessore Losito ha reagito negativamente. “I termini ‘soluzione’ e ‘reato’ non devono essere utilizzati per contesti in cui si parla di intercultura. Lo spostamento di quel campo Rom è argomento delicato e bisogna intervenire con modalità appropriate -ha controbattuto Losito”.
Approvati all’unanimità l’odg a firma della Maugeri sulla contrarietà alle operazioni di ricerca e di estrazione di idrocarburi nell’Adriatico e la proroga degli sfratti per morosità.
Ritirata anche la discussione sul dimensionamento scolastico 2012-2013: il centrodestra, non avendo avuto il tempo materiale per poter studiare la risoluzione, ne chiedeva il rinvio, nient’affatto accettato dal primo firmatario Bronzini che l’ha poi ritirata.
Se la cravatta (richiesta d’ora in poi da uno specifico regolamento comunale) indossata ieri anche dai più scettici in merito (eppure qualcuno, pur di non metterla, ha utilizzato l’escamotage della sciarpetta), doveva essere il primo segnale di serietà e rispetto dell’istituzione, meno lo stati il linguaggio e le reazioni. Sul tema caldo della Rossani, infatti, durante un intervento di Cea -che incalzava col parere espresso finora sul tema e con le considerazioni sullo studio di fattibilità- l’assessore Sannicandro si è lasciato andare in un commento poco piacevole (“sta rompendo i co…siddetti”) che ha scatenato l’ira del coordinatore delle opposizioni che ha pensato di gridare al microfono “Chieda pubblicamente scusa o se ne vada. Dalla città!”. “Dopo il Consiglio mi ha chiesto scusa e mi ha abbracciato”, ha detto poi in serata Cea.
Rinviato al prossimo consiglio comunale, per mancanza di numeri della maggioranza (nonostante il centrodestra avesse garantito il numero legale per proseguire con i lavori), il punto avente ad oggetto il Tondo di Carbonara.
Commenti
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A mio Parere visti i consigli Comunali che avvengono senza presenza del si. Michele Emiliano e del Vice Sindaco. In qualità di Cittadino ci vorrebbe l’insediamento del Commissario Prefettizio.
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Se si vuole fare qualcosa di utile per le famiglie in stato di indigenza totale, visto che le parole ed i cordogli sono aria fritta, si può chiedere ai commercianti di bari di fare una donazione libera ed alle pizzerie/ paninoteche/ristoranti/pub di regalare quegli alimenti che la sera sarebbero comunque cestinati a queste famiglie…..Questo è essere vicini






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