Facoltà di Economia: a rischio sospensione un Corso di Laurea magistrale

Orazio Rotunno

Previsto nel primo pomeriggio il Consiglio di Facoltà che ufficializzerà o meno la decisione di ieri della commissione

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Se lacrime e sangue è lo slogan 2012 della politica italiana, tagli e sospensioni è il sottotitolo che si addice perfettamente alla commissione didattica tenutasi ieri, presso la Facoltà di Economia di Bari, con presenti, sulla carta, dieci docenti e altrettanti rappresentanti degli studenti.

La decisione non è ancora ufficiale, manca il parere del Consiglio che si riunirà nel pomeriggio, ma a forte rischio di sospensione è il Corso di Laurea Magistrale in Statistica per le decisioni finanziarie e attuariali. Le motivazioni sono da ritrovare nel fatto che ormai da anni il corso di laurea in questione registra sempre meno iscritti. Purtroppo si tratta della seconda laurea magistrale che dopo la Riforma Gelmini viene cancellata dall’offerta formativa della Facoltà di Economia di Bari: già lo scorso anno accademico, infatti, il Consiglio di Facoltà aveva deciso di disattivare la magistrale di Commercio Internazionale in quanto aveva registrato appena 3 iscritti.

Al centro del dibattito relativo all’eventuale sospensione pare esserci la somiglianza del piano di studi dei corsi magistrali in Statistica per le decisioni finanziarie e attuariali e quello in Economia degli Intermediari e dei mercati finanziari. A ciò si aggiunge il numero di iscritti, 54 per Economia degli Intermediari e appena 6 per Statistica. E’ stato così proposto di individuare gli esami caratterizzanti del corso di Statistica in modo tale da poterlo accorpare con Economia degli intermediari. Un compito richiesto alla coordinatrice la quale ha espresso parere negativo, probabilmente consapevole del rischio futuro di una definitiva cancellazione della propria materia, preferendo quindi la momentanea sospensione del corso, ma lasciandone invariata la strutturazione.

La Facoltà dispone di 4 corsi di laurea triennali e 6 corsi di laurea magistrali. Per attivarne una è necessario disporre di almeno la metà dei docenti titolari di cattedra come previsto dal Miur, cosa difficile in questo momento per via del blocco delle assunzioni stabilito dall’Ateneo per il risanamento del bilancio, lasciando così vacanti i posti liberati dai numerosi pensionamenti dell’ ultimo periodo. Su 124 docenti necessari per garantire la copertura didattica dei corsi a rischio al momento ve ne sono 114, ai quali vanno aggiunti i numerosi ricercatori, supplenti e ordinari che hanno chiesto il rinnovo gratuito del proprio contratto, pronti a colmare tale lacuna.

Si attende con ansia il Consiglio di questo pomeriggio, in cui si renderà noto il destino delle due magistrali e dei suoi iscritti.

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