Aggredita una dottoressa di turno alla guardia medica di Modugno

Ezio Tullo

L’incidente poteva costarle la vita

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Un uomo affetto da disturbi psicologici entra nell’ambulatorio della guardia medica di Modugno, in via Piave, all’interno del consorzio San Raffaele, e colpisce ripetutamente la dottoressa di turno.

E’ accaduto ieri pomeriggio intorno alle 16:50, quando Vito L., un uomo sui 40, smunto, dall’incedere ciondolante, entra spalancando la porta dell’ambulatorio, ignorando prima un anziano in sala d’attesa che attendeva il suo turno, poi la paziente seduta ancora a discorrere.

A questo punto, l’uomo, vituperante, afferra qualsiasi cosa si trovi sul tavolo e colpisce duramente e a più riprese la dottoressa in viso. Questa, spaventatissima, riesce a malapena a sollevarsi dalla sedia, e riparandosi con le braccia, sceglie malauguratamente di rifugiarsi nella sala retrostante. Un vicolo cieco.

L’uomo, senza esitazione, ne approfitta e continua a infliggere dolorosi colpi alla donna che ormai s’era accovacciata. Calci ai fianchi e pugni in testa, lei a stento riesce a chiedere aiuto. La sua voce non si ode che dalla sala d’aspetto, a pochi metri, mentre lei piange e si dispera. L’aggressore non accenna a fermarsi, non è in grado, alterato com’è psicologicamente di provare compassione. Probabilmente vuole pestarla fino ad ucciderla.

Finalmente un passante, un uomo di 38 anni, che sente tutto, entra nella sala retrostante e prova a fermare lo psicolabile. E’ un provvidenziale effetto deterrente a favore della povera dottoressa. Ingestibile l’aggressore se la prende con l’uomo; lo segue fin fuori dal San Raffaele, ma non avviene alcuna colluttazione. Il passante riesce nel frattempo a chiamare i carabinieri invocando l’intervento di qualche astante in via Piave. Nessuno si fa avanti con decisione. Due o tre persone che poi andranno a testimoniare tentennano. C’è anche quell’anziano signore della sala d’attesa che è fuggito dalla paura. L’aggressore depreca, scongiura l’arrivo dei carabinieri e se ne va. Il passante, che si era messo a distanza di sicurezza, ancora con il telefono in mano ritorna per sincerarsi delle condizioni della donna, che si è ormai sollevata ma piange. Sta vivendo un dramma.

Adesso sono quattro le persone che attendono fuori l’arrivo della pattuglia per testimoniare. Uno di questi ha riconosciuto l’uomo e ne conosce l’abitazione. I carabinieri arrivano dopo più di mezz’ora. La dottoressa sarebbe morta.

L’uomo è stato arrestato e, benché noto ai modugnesi come uno che fa uso di sostanze stupefacenti, emerge la notizia che in realtà gli si riconosce soltanto, per così dire, un’invalidità civile. “Non sa neanche di dover prendere la pensione”, asserisce il maresciallo della stazione di Modugno. “Solitamente non è pericoloso”, conclude.

Vito L. con tutta probabilità verrà rilasciato lunedì. Fra 3 giorni.

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