Puglia, dove lo sport fa flop

Niente attività motorie nelle scuole primarie pugliesi: una scelta “politica” penalizza lo sviluppo dello sport nella nostra regione
Nel corso dell’ultimo Consiglio Regionale per l’approvazione del bilancio previsionale del 2012, la giunta ha soppresso interamente i “progetti regionali per i corretti stili di vita”, predisposti per la prima volta in maniera congiunta tra gli Assessorati allo Sport, alla Salute, all’Istruzione, al Welfare, al Turismo e all’Agricoltura e finalizzati a promuovere l’attività motoria insieme alla sana alimentazione nelle scuole primarie pugliesi. Un progetto che avrebbe significato un primo importante passo nella crescita regionale verso la promozione dello sport quale fondamentale strumento educativo per i giovani.
La cosa assume una connotazione ancor più singolare se si tiene conto che, per cassare tale progetto sportivo dedicato ai bambini, la giunta ha ratificato a man bassa un emendamento presentato dall’opposizione. E così, i circa seicentomila euro destinati alle scuole primarie pugliesi, prenderanno una strada totalmente diversa, a vantaggio di iniziative improvvisate e localistiche di dubbia utilità. Un vero peccato, perché il progetto malamente bocciato era innovativo oltre che prezioso per le strutture di istruzione di base. Esso era stato predisposto dall’assessore Maria Campese, con il supporto dell’ufficio scolastico regionale del CONI e contava di permettere a migliaia di bambini della nostra regione di svolgere una corretta attività motoria all’interno delle strutture scolastiche, senza esborsi aggiuntivi per i genitori.
Il presidente del CONI regionale, Elio Sannicandro, ha voluto esprimere tutto il suo disappunto sulla vicenda: “Sono molto dispiaciuto”, ha dichiarato con fermezza. “Ancora in molti non comprendono che lo Sport rappresenta un fondamentale fattore di sviluppo del territorio e un indice della qualità culturale di una regione”.
Ma, ci viene da chiedere, dove sta la novità? Del resto è risaputo che la Puglia, sportivamente parlando, è ancora indietro anni luce rispetto a tante altre regioni, e non certo a causa dei tanti sportivi appassionati.
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