Libera torna a marciare su Bari

Simona Scigliuolo

Fiaccolata a Carbonara per non dimenticare le vittime di mafia

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La pioggia di ieri pomeriggio non è riuscita a fermare la “fame e sete di giustizia” delle famiglie delle vittime della criminalità organizzata locale. Un appuntamento importante tra quelli promossi dall’associazione Libera a Bari in questi giorni: una fiaccolata per non dimenticare, per supportare i parenti e gli amici che hanno perso un loro caro tragicamente. Il segno visibile di questa solidarietà si è concretizzato nel quartiere di Carbonara, che solo 9 mesi fa ha visto compiangere la morte del giovane Giuseppe Mizzi, di soli 38 anni, colpito erroneamente da 4 proiettili vaganti.

A precedere la mesta e silenziosa fiaccolata, un’assemblea pubblica ha radunato la cittadinanza nella scuola secondaria di I grado “De Marinis”, con la partecipazione soprattutto di giovani. Presente con il suo intervento di conforto e speranza, Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, che ha esordito sostenendo la necessità della ricerca della verità, che sta alla base della giustizia. Più del 70% di queste famiglie, infatti, non conosce ancora la verità. “Quando ti uccidono un figlio, sparano anche su di te” continua Don Ciotti “la memoria ha bisogno di responsabilità e di fatti. Dobbiamo impegnarci a liberare chi libero non è, il silenzio e l’omertà uccidono la libertà degli individui”. Infine un suo appello alle istituzioni presenti nell’ auditorium, per la giustizia sociale e il rispetto della dignità umana, ed un monito ai presenti a fare la propria parte nel cambiamento.

Daniela Marcone, referente di Libera, impegnata nel sostegno alle famiglie delle vittime, ha ricordato l’appuntamento annuale del 21 marzo, giornata della memoria e dell’impegno. L’assessore Fanelli e l’assessore Fratoianni, rispettivamente in rappresentanza della Provincia e della Regione, hanno assunto la responsabilità di continuare a promuovere progetti per le politiche sociali. All’appello di Alessandro Cobianchi, referente di Libera Puglia, ha risposto Michele Emiliano che ha promesso il suo impegno ad interagire con la Procura, nella ricerca della giustizia e a fermare i tagli alle famiglie delle vittime e ai testimoni di crimini di mafia, previsti della manovra Monti. La commozione ha pervaso l’auditorium alle testimonianze della moglie e del padre di Giuseppe Mizzi, e alle parole rotte dal pianto della mamma di Gaetano Marchitelli, 15 anni, altra vittima innocente di Carbonara del 2 ottobre 2003 e al ricordo di Michele Fazio, 16 anni, il “ragazzo buono” di Bari Vecchia, ucciso mentre tornava a casa.

Le luci della fiaccolata hanno illuminato quei volti, rigati dalle lacrime ma non rassegnati. Il grido silenzioso dei loro passi ha toccato quelle strade e quei muri che hanno visto ma che non hanno ancora parlato.

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