Il Bari e il banchetto dei quaranta

Mauro Solazzo

Ma la Meleam non è stata invitata. Il 20 dicembre i bitontini scioglieranno la riserva, se si concretizzasse l’acquisto il progetto-Emiliano naufragherebbe sul nascere

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Ali Baba e i quaranta ladroni. Non si fraintenda, per carità: i soggetti in questione non sono artefici di alcun furto, né ambiscono a diventare più famosi della banca del buco. Però in realtà in cantiere (ci si scusi il gioco di parole, ma con un tale numero di costruttori in ballo la battuta è quasi d’obbligo) il colpo del secolo lo starebbero architettando. Sotto la regia di chi? Ovviamente di Ali Baba, alias il sindaco di Bari Michele Emiliano, che dopo una certosina opera di convincimento è riuscito a coinvolgere maestranze di natura eterogenea in un progetto a largo respiro. Dai gruppi edilizi De Santis e Guastamacchia, allo stesso De Bartolomeo (che non disimpegnerebbe), passando per i Divella e i Ladisa, che già in un passato più o meno recente hanno abbozzato la scalata al Bari, non dimenticando l’ex Sindaco Simeone di Cagno Abbrescia e l’amministratore unico degli Aeroporti di Puglia, Domenico Di Paola, oltre ad altre componenti costituite da industriali, notai ed avvocati. In tutto, dicevamo, una quarantina di soggetti, che si farebbero carico di finanziare una cifra di partenza, alla quale sarebbe abbinata una quota finanziata dagli istituti di credito: si lavora, infatti, con la Banca Popolare di Bari e la BancApulia, già coinvolte recentemente nelle concessioni di fidejussioni e prestiti ai Matarrese) ed un’altra dall’azionariato popolare (si punta a cedere ai tifosi il 10% del pacchetto azionario.

Un progetto ambizioso e laborioso, nemmeno di immediata realizzazione, se vogliamo, che implicherebbe oltre all’acquisizione del pacchetto azionario dell’A.S. Bari e il rilancio dello stesso nel calcio che conta, anche la costruzione di un nuovo impianto sportivo confacente alle nuove esigenze. Il risultato sarebbe la pista d’atletica soppressa, la capienza ridotta a 40.000 posti a sedere tutti coperti con l’aggiunta della dotazione di alcuni sky box. L’impianto, inoltre, sarebbe in grado di ospitare negozi, alberghi e ristoranti, più la riqualificazione delle aree prospicenti con la realizzazione di zone commerciali e di un parco, e l’impiego e sviluppo del tondo di Carbonara.

Il tutto è stato congeniato bene a tal punto da sbilanciare il Primo Cittadino, meritevole di lode per aver concretizzato un lavoro di tessitura che per molti sembrava folle ed irrealizzabile, a pensare addirittura ad una data per il lancio ufficiale del progetto, che stando ai ben informati potrebbe avvenire nel giorno di antivigilia di Natale, il prossimo 23. E questo dato solleva lecitamente un piccolo interrogativo: con una trattativa di vendita ancora in piedi – quella tra il Bari e la Meleam – ed un riferimento temporale abbastanza nettamente definito (il 20 dicembre) per la definizione della stessa, come è possibile che si sia pensato a priori di stabilire la data di presentazione di un progetto, che giusto qualche giorno prima del lancio potrebbe venire vanificato dalla ratifica del passaggio alla Meleam ed ai suoi soci? Forse le informazioni a disposizione del Sindaco, portano alla conclusione che si andrà verso il nulla di fatto tra i Matarrese e la società con sede in Bitonto?

La domanda rimarrà probabilmente senza risposta fino ai margini del giorno solenne della Natività, quando forse – ce lo auguriamo tutti – il futuro del Bari Calcio sarà meglio delineato. Di certo c’è che gli unici (al momento) ufficialmente in corsa per la scalata alla società dei Matarrese, in questa vicenda fanno la figura degli snobbati: la cosa è un tantino singolare. Tra tante ipotesi, una buona dose di buoni intenti e quel solito velato pessimismo che, quando si parla della cessione della società di Via Torrebella, accompagna la tifoseria barese da dieci anni e più a questa parte, al momento noi ci accontentiamo di guardare all’unica cosa concretamente in piedi con una punta di ottimismo, quanto mai indispensabile in un periodo di “recessione” prossima al “default” (due termini terribilmente in voga) come quello attraversato dal club biancorosso. E se casomai il tutto fosse ratificato (a sorpresa, per qualcuno) entro i tempi indicati, il banchetto natalizio dei quaranta si trasformerebbe improvvisamente nella “cena delle beffe”.

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