Bari corsaro a Brescia, Torrente respira
Bellomo e Stoian (doppietta), primi gol in biancorosso per tre punti pesantissimi
Rieccolo, il Bari formato-trasferta : concreto, tosto e vincente. Riecco il dottor Jakyll, che se non si trasformasse in mister Hide nelle gare casalinghe, alloggerebbe stabilmente nelle zone alte della classifica, penalizzazione compresa. A Brescia i biancorossi tirano fuori una prestazione maiuscola, al pari di quella di Modena formato-Sassuolo, segnano tre gol (ma a quando i gol delle punte?) e incassano tre punti strameritati. I galletti sono già alla quinta “trionfale” suonata lontano dal San Nicola e grazie alla vittoria odierna mettono una spanna di distacco in più rispetto alle sabbie mobili della zona play-out. Il Brescia si attapira ancor di più e, incocciando nel quinto k.o. interno (il secondo consecutivo), vede materializzarsi concretamente lo spettro-retrocessione sullo sfondo. Per Beppe Scienza, allenatore dai buoni propositi ma dagli scarsi risultati, si prevedono ore di fuoco.
Gli eroi di giornata in casa biancorossa sono tre moschettieri, alias Lamanna, Stoian e Donati. Il portiere si erge a saracinesca in più di una occasione, specie nel periodo di inferiorità numerica, mostrando numeri che non fanno rimpiangere Gillet; il rumeno entra al 64’, tocca pochi palloni, alcuni li sbaglia clamorosamente, ma quelli che trasforma in oro spaccano la partita. Due gol e un’espulsione procurata in poco più di venticinque minuti, è roba da Messi o giù di li. E poi c’è il capitano, il man-of-the-match: presente, carismatico, utile, lucido e concreto. Gli è mancato solo il gol, ma visto come è andata nei turni scorsi, quando il gol lo aveva trovato, ci metteremmo la firma affinché non figurasse mai nel tabellino dei marcatori. Il top-flop biancorosso è il ruvido Borghese, che “inventa” il gol del pareggio bresciano concedendo il doppio bonus rigore-espulsione in una situazione che difficilmente avrebbe prodotto qualcosa di concreto per i padroni di casa.
Formazioni iniziali che si presentano entrambe con alcune novità: nel Brescia mister Scienza schiera a sorpresa Vass nell’insolito ruolo di trequartista e ripropone Juan Antonio nel ruolo di seconda punta, rilanciando in difesa dopo un lungo infortunio il terzino Zambelli. Nel Bari la sorpresa sta nel modulo, perché Torrente mette in campo un 4-3-1-2 inedito, con Bellomo trequartista e la coppia Marotta-Caputo in attacco; dietro, Crescenzi riprende il suo posto di terzino destro e Ceppitelli si riaccomoda in panchina.
Primo tempo: pronti via e Jonathas cade in area, stretto dai centrali baresi, ma le proteste sono flebili. Il brasiliano allora ci prova due minuti dopo con una staffilata dal limite, Lamanna ci mette i pugni. I baresi rispondono combinando bene con Kopunek e Marotta, che dà palla indietro all’accorrente Caputo il quale sbaglia il controllo e vanifica l’occasione. La partita scorre piacevole, le squadre son ben messe in campo e vivaci. Donati serve Marotta che dall’out di sinistra entra in area, poi la difesa delle rondinelle chiude. Al 16’ il centravanti napoletano prova con un destro da fuori ma la botta è deviata in angolo da un difensore. Per i biancorossi poi ci prova capitan Donati, ma il tiro anche in questo caso è contenuto dai difensori. I bresciani ci provano ma l’imprecisione la fa da padrona in questa fase, complici gli assilli di classifica. Il Bari dall’alto dei due miseri punticini in più appare un po’ più deciso e convinto quando si porta dalle parti dell’area avversaria. Al 22’ Bellomo prova il corridoio per Caputo, ma la palla è troppo sul portiere e diventa preda di Arcari. Al 26’ però il Bari passa: intelligente lancio di testa di Donati per Caputo che entra in area da sinistra ed appoggia rasoterra per Marotta; l’attaccante, pur contrastato duramente, riesce a concludere, Arcari si oppone col corpo, ma sulla ribattuta si avventa Bellomo che di sinistro trova l’angolino alla sinistra dell’estremo difensore bresciano. I padroni di casa accusano il colpo, il Bari potrebbe raddoppiare subito, ma prima sugli sviluppi di una punizione l’arbitro fischia un fallo di confusione con gli attaccanti pronti a colpire, poi sempre su calcio piazzato De Falco cerca l’incrocio con il destro a giro sopra la barriera, ma la palla gli termina alta. I bresciani si innervosiscono e provano a metterla sul piano della rissa, i baresi sono bravi a non raccogliere l’invito e il sig. Giancola altrettanto nel non lasciare impuniti gli interventi fallosi dei lombardi. Al 38’ uno sconsolato Scienza mette dentro Fecsezin e boccia Vass, passando al 4-3-3. I bresciani alzano il ritmo, i pugliesi provano a restare corti ed ordinati. Al 43’ Borghese atterra Feczesin al limite, la punizione (da posizione leggermente defilata sulla sinistra offensiva) è calciata da Jonathas ma la palla termina al lato. Ma è in pieno recupero che il Bari confeziona il patatrac: lancio in area per Jonathas, Borghese si tuffa a braccio disteso e la prende di mano. A Giancola non resta che fischiare il rigore e tirar fuori il cartellino rosso, Jonathas rimette le cose a posto per i suoi dal dischetto prima del duplice fischio.
L’espulsione costringe Torrente a mettere dentro, a inizio ripresa, Ceppitelli per Marotta e a passare al 4-3-1-1. I pugliesi provano a colpire subito da calcio d’angolo. Bellomo prima di batterlo bacia il pallone, invocando l’intervento divino: il miracolo arriva ma lo fa Arcari, togliendo letteralmente dalla porta un tiro effettuato due metri più avanti da Claiton in splendida rovesciata volante. Ma è un fuoco di paglia: i bresciani, in superiorità numerica, prendono campo e lanciano l’assalto a Fort Apache. Crescenzi salva su Jonathas, poi è Lamanna a compiere il miracolo sulla bordata in diagonale di Paghera. Entra Scaglia per Mandorlini e il Brescia prova ad aumentare la pressione. Ma è Caputo ad avere un’occasione d’oro, servito da Donati, e come spesso accade all’attaccante di Altamura, anche questa volta si impappina nell’uno-contro-uno perdendo attimo e pallone. Capitan Donati si erge in questa fase e i compagni si appoggiano molto a lui. Il Bari però si rabbercia troppo, offrendo il fianco ai bresciani: assist volante di Scaglia per Feczesin, che da comoda posizione spedisce inspiegabilmente fuori. Ci prova poi lo stesso Scaglia in prima persona, Lamanna si arrangia con mani e piedi. Entra Stoian per Caputo e il Bari, che era partito con due punte, finisce senza attaccanti di ruolo in campo. Scienza ringrazia il collega e passa al 3-4-3, scalando Scaglia sulla linea dei centrocampisti. Il tecnico bresciano però è sfortunato, perché dopo un quarto d’ora di pressione infruttuosa, perde Paghera, espulso anche lui (secondo giallo) per un fallo da tergo su Stoian lanciato in contropiede. Il vantaggio numerico dunque dura solo ventisette minuti, durante i quali i biancorossi hanno tenuto, accrescendo il rammarico per l’ingenuità di Borghese. Consapevoli a quel punto, però, che il Brescia non è niente di trascendentale, i ragazzi di Torrente si rimettono a giocare con convinzione, ritrovando subito il vantaggio: Crescenzi ruba una palla con caparbietà, sugli sviluppi se ne va in penetrazione a sinistra Polenta, assist per Stoian che dopo un controllo fortunoso con rimpallo la mette sotto la traversa.
Torrente dà spazio a questo punto a Nacho Castillo, all’esordio stagionale (reintegro in rosa reso possibile dalla rescissione consensuale di De Paula), e passa al 4-4-1. Budel prova a trovare il jolly dai trenta metri ma Lamanna è attento. Nelle fila delle rondinelle esce Jonathas, infortunatosi qualche minuto prima ad una spalla, al suo posto dentro Maccan. Sono minuti roventi per i bresciani, che non ci stanno: ci prova Juan Antonio al volo, Lamanna smanaccia e poi Feczesin (in fuorigioco non fischiato) di testa non trova lo specchio. Donati in queste fasi si abbassa a fare il terzo centrale, alla De Rossi, e il muro biancorosso diventa più arduo per i bresciani. Su cross di Zambelli la palla buona è per il difensore Salomon, ma la girata di testa è di poco larga alla destra di Lamanna. All’89’ Lamanna fa il secondo miracolo di giornata su una rasoiata di Scaglia, distendendosi sulla sinistra a mano aperta. Ancora tre minuti di recupero, i pugliesi provano ad evitare il deja-vu del primo tempo. Crescenzi si erge per energia, Lamanna per personalità nella propria area, Stoian per la freddezza in quella avversaria: il rumeno riceve palla allo scadere del recupero, entra in area e con un colpo sotto batte Arcari in uscita.
Mister Torrente dunque può gioire: questa squadra non sarà da lotta-promozione, ma giocando così, per la salvezza non ci dovrebbero essere problemi. Resta da capire a cosa è dovuta la metamorfosi casalinga, col Bari che a tratti risulta spaesato e senz’anima nelle partite tra le mura amiche. Il tecnico di Cetara attribuisce all’età e all’esperienza complessiva del suo gruppo, c’è da augurarsi che successi come quello odierno accelerino il processo di maturazione.
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BRESCIA – BARI 1-3 (1-1)
Marcatori: 26’ Bellomo (Ba), 48’ p.t. rig. Jonathas (Bs), 73’ e 93’ Stoian (Ba).
BRESCIA (4-3-1-2): Arcari; Zambelli, De Maio, Martinez, Mandorlini (56’ Scaglia); Paghera, Salomon, Budel; Vaas (38’ Feczesin); Juan Antonio, Jonathas (79’ Maccan). A disp: Caroppo, Martina, Magli, Kamal. All.: G. Scienza.
BARI (4-3-1-2): Lamanna; Crescenzi, Dos Santos, Borghese, Polenta; Kopunek, De Falco, Donati; Bellomo (75’ Castillo); Caputo (64’ Stoian), Marotta (46’ Ceppitelli). A disp.: Koprivec, Rivas, Sini, Galano. All.: V. Torrente.
Arbitro: A. Giancola (Argiento-Italiani, IV uomo Olivieri).
Ammoniti: Polenta (Ba), Paghera (Bs), Claiton (Ba), Bellomo (Ba), Donati (Ba).
Espulsi: Borghese (Ba), Paghera (Bs).
Recupero: 3’ e 3′
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