Apulia Film Commission, le reazioni alle dimissioni di Iarussi

Luca De Netto

Il centrodestra all’attacco

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“Non sono un amministratore, l’ente ha assunto sempre più spesso una funzione di attuatore di interventi regionali. E necessita di profili che non corrispondono al mio…. Mi faccio da parte, la considero un’esperienza conclusa”: con queste poche parole Oscar Iarussi si era dimesso da presidente della Apulia Film Commission.
Un messaggio breve, chiaro, certamente scevro da ogni polemica. Eppure qualcosa, a leggere tra le righe, poteva esserci, se è vero che immediatamente le forze di opposizione sono intervenute per mettere sotto accusa la Giunta Vendola.
“Le dimissioni di Oscar Iarussi dalla Presidenza di “Apulia Film Commission”, per le pesanti motivazioni espresse – ha dichiarato infatti Nino Marmo, Vice-Presidente del Consiglio Regionale – sono una conferma solenne e definitiva della smaccata fondatezza delle nostre reiterate denunce in ordine ad un uso quantomeno improprio delle risorse comunitarie ad opera dell’Assessore Godelli e delle sue politiche espansionistiche, faziose e clientelari. Evidentemente Iarussi non se l’è sentita più di far da copertura ad operazioni “burocratiche” dettate dall’alto per motivazioni che non hanno nulla a che fare con le sue competenze e vocazioni”.
Ma l’esponente del PDL, va ben oltre la forte critica, tant’è che pare deciso a muoversi pesantemente: “Questa vicenda comunque non può finire qui: – ha infatti concluso con tono grave Marmo – credo che la costituzione di una Commissione d’indagine e d’inchiesta sia il minimo che si possa fare”.
Insomma, un altro temporale sulla traballante amministrazione guidata da Nichi Vendola, colpevole, secondo diverse forse politiche e sociali, di non essere stato capace di gestire in maniera oculata le risorse pubbliche.
Tanto è vero che di un “carrozzone” parla Massimo Cassano, secondo il quale “Dell’Apulia Film Commission restano ora le ceneri, una sbiadita immagine di quella sorta di agenzia di collocamento per le “menti” formatesi alle Fabbriche di Nichi. Contenitore ormai vuoto il primo, vetrine svuotate le seconde; con il passaggio diretto, immediato, strapagato nelle strutture create ad hoc per assicurare degna sistemazione ai soliti noti”.
Del resto, la Regione è il socio di maggioranza assoluta di Afc, il cui quartier generale è al Cineporto, e sulla base dell’ultimo bilancio, eroga un finanziamento pari a 1 milione e mezzo di euro. “Soldi pubblici – dice ancora Cassano – che non possono diventare strumento di “propaganda culturale”.

Chissà se Iarussi, con la sua lettera di dimissioni, avesse immaginato il putiferio che si sarebbe venuto a creare. Certo è che sulla sua serietà e competenza, sono tutti d’accordo. E, dall’opposizione, non fanno che ribadirlo in maniera forte e chiara.

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