Don Ignazio Fraccalvieri, un prete archeologo
Segnalò per primo la più antica chiesa rupestre della Puglia e del Materano
Ben quarant’anni fa, Don Ignazio Fraccalvieri, ex-parroco emerito della Parrocchia San Michele Arcangelo di Palese aveva segnalato, durante i suoi studi per una tesi di Laurea su “San Efrem ed il monachesimo siriano in Puglia e la presenza bizantina in italia”, l’esistenza di una Chiesa Rupestre, poi denominata di S. Angelo alla Morsara, in Santeramo in Colle.
San Effrem, detto il Siro, visse buona parte della vita nella città natale, ma fu esiliato ad Edessa nel 373 dove morì. Viene venerato come santo dai cristiani del mondo intero, ma in particolare dalla Chiesa Siro Ortodossa di Antiochia e dalla Chiesa cattolica sira.
Per la cronaca, Don Ignazio da giovane prete giunse a Palese per reggere le sorti della chiesa locale il 9 Giugno 1957 e sin dall’inizio della sua missione mostrò un carattere forte e deciso ma nello stesso tempo dimostrò di possedere grandi doti di umiltà e generosità nei confronti del prossimo.
Mostrò da subito la volontà di mettere al centro della vita sociale, civile e religiosa di Palese la Parrocchia San Michele Arcangelo, in tal senso chiese a tutta la comunità dell’Azione cattolica un impegno straordinario per coinvolgere in questo progetto l’intera comunità Palesina.
Uno dei punti qualificanti del giovane Fraccalvieri fu la scuola di catechismo, un fiore all’occhiello che ricevette il plauso dell’allora Arcivescovo di Bari, Mons. Enrico Nicodemo.
Attualmente Don Iganzio svolge la sua opera sacerdotale nella cattedrale di Bari ma in molte occasioni viene a Palese e celebra Messe nella sua vecchia parrocchia che non ha mai dimenticato.
Nonostante gli impegni sacerdotale, Don Ignazio ebbe il tempo di preparare una tesi di laurea su San Efrem e la presenza bizantina in Santeramo in Colle, suo luogo nativo. Durante le ricerche a supporto della tesi di laurea, scoprì e segnalò la presenza di una chiesa rupestre in un suolo privato in agro di Santeramo. Don Ignazio si laureò ed ebbe modo di pubblicare la sua tesi (Fraccalvieri, 1975), ripubblicata nel 2010. La chiesa venne inserita, per le sue caratteristiche architettoniche, nel volume “Chiese rupestri di Puglia e Basilicata” (Dell’Aquila e Messina , 1998).
La cosa però passò inosservata ed anche don Ignazio Fraccalvieri dimenticò il luogo esatto della sua collocazione mentre nessuno degli addetti ai lavori si preoccupò di approfondire la questione.
Ultimamente, nell’ambito di un programma di revisione del patrimonio rupestre della Puglia e del materano, intrapreso da una equipe di studiosi che, nel corso degli ultimi anni, ha perlustrato il territorio, fu riscoperta la chiesa rupestre scoperta e segnalata da Don Ignazio a suo tempo. La chiesa, scavata nel banco calcarenitico, presenta una serie di elementi archeologici ed architettonici che consentirebbero di datarla non oltre il V secolo, pertanto, si tratterebbe della più antica chiesa rupestre di tutta la Puglia e del materano.
Questa scoperta ha inorgoglito e lusingato Don Ignazio; un premio al suo impegno ed al suo intuito che 40 anni prima gli aveva fatto scoprire questo antico ed importante ipogeo. Un importante riconoscimento, per il suo minuzioso lavoro di ricerca storica sul territorio di Santeramo e la scoperta della Chiesa Rupestre di San Angelo, è venuto dall’Associazione Archeoclub d’Italia che ha voluto intitolare la sezione locale a Don Ignazio Fraccalvieri, un prete archeologo.
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