Consiglio comunale in tilt sulla nomina del collegio dei revisori dei conti

Riconfermati i nomi uscenti. Discussione su una clausola della delibera
Faticosa e contorta la discussione, sfociata nel disordine a causa di una clausola dell’Avvocatura comunale.
Procediamo con ordine: la nomina del collegio vale per un triennio decorrente dalla data di esecutività o di immediata eseguibilità dell’atto (il collegio uscente ha avuto validità per il triennio 2008-2011); a seguito della scadenza del mandato, il collegio non ancora ricostituito è stato automaticamente prorogato fino al 1° novembre (ovvero fino a 10 giorni fa) ma, contrariamente a quanto impone la delibera, nel periodo di proroga l’organo in questione non è stato ricostituito.
Problema: il decreto legge n° 138 del 13 agosto 2011 dispone nuovi criteri per l’elezione dei candidati, criteri contemplati da un decreto del Ministero dell’Interno da adottare “entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto legge in questione”. Detto spicciolamente, quando a metà novembre sarà emesso il decreto, il Ministero potrebbe ritenere non valide le modalità di nomina del collegio riconfermato ieri e quindi mandarlo a casa.
A questo punto entra in gioco la clausola che ha mandato in tilt la discussione: l’Avvocatura comunale chiarisce, all’interno della delibera discussa ieri, che “al verificarsi della piena operatività e applicabilità della nuova disciplina (ovvero del decreto legge n°138 di cui sopra), la nomina verrà revocata”.
La nomina del collegio (la delibera approvata ieri), quindi, potrebbe risultare illegittima ed essere abrogata, a Bari come in qualunque altro Comune. Motivo per cui è stato richiesto di emendarla con la cassazione del punto in cui si stabilisce la revoca della nomina in base al decreto legge 138. Primo firmatario dell’emendamento, Francesco Meleleo, con tutto il centrodestra a seguito. Meleleo stesso ha richiamato il Consiglio alla serietà e si è rifiutato di incorrere in figuracce di fronte ai cittadini (dello stesso avviso Federico Pirro dai banchi dell’Idv), dal momento che loro stessi sarebbero in grado di accorgersi dell’illegittimità della proposta in questione. Sulla stessa riga Costantino Monteleone, che ha sottolineato che, nel caso in cui il Comune dovesse subire dei danni erariali a seguito dell’approvazione della delibera, saranno i consiglieri stessi a risponderne di fronte alla Corte dei Conti. “E’ un aborto -ha proseguito Meleleo nel suo intervento-: non si può votare un atto del genere senza un minimo di consapevolezza politica; c’è illegittimità in questo principio, non siate ipocriti!“. Stizzito il consigliere Paolini, che ha riposto fiducia (come anche il consigliere Carbone) nella firma del sindaco Emiliano in calce alla delibera.
Nulla di fatto per l’emendamento, bocciato con 20 voti contrari, 11 favorevoli e 5 astenuti; approvata la proposta di deliberazione, quindi, con 21 favorevoli e 14 astenuti e con il voto unanime per l’immediata eseguibilità.
Commenti
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Comunque la BEFFA rimane per volere anche del sig. Segretario Generale che dovrebbe “AVERE IL RISPETTO DEONDOLOGIA NOTARILE CHE PAREBBE IN PIU’ OCCASSIONI NON IN FEDE ANCHE ALLE NORMATIVE VIGENTI”.






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