Modugno, le reazioni dopo l’autosospensione dal partito di sindaco e consiglieri
Il PD si dimostra moderato, scettico SEL
In un periodo di dimissioni annunciate, previste o solo strategiche, qualcuno ci pensa davvero a farlo. Anche se una sospensione non è un addio. Anche se autosospendersi da un partito non è dimettersi dagli obblighi amministrativi. Tuttavia, dicono in seno al Pd, si fanno da parte in attesa che la Magistratura faccia chiarezza sulla vicenda. Così è se vi pare! Ricordiamo che Gatti, con altri 10 illustri, figura nel registro degli indagati per presunte concessioni edilizie rilasciate in cambio di danaro e altre utilità dal 2003 ad oggi.
La reazione del PD di Modugno è stata moderata, quasi retorica: se da un lato ha espresso la piena fiducia nei confronti negli organi competenti, dall’altro è convinto della totale estraneità ai fatti dei propri indagati. Secondo le dichiarazioni del coordinatore del partito, l’idea di autosospendersi è un atto di grande responsabilità, condivisa appieno per riacquistare credibilità e di restituire ai cittadini l’idea di trasparenza e legalità.
Più scettica è Sinistra Ecologia e Libertà che evidenza quanto sul piano politico e istituzionale la questione resti irrisolta.
Gatti, Scippa, Pascazio e Di Ciaula,in definitiva,vanno via dal partito per togliere le castagne dal fuoco. Nel frattempo restano sindaco, presidente e consiglieri. Restano quindi le baracche fumanti e profumate ad ogni angolo del paese? Restano i marron? La domanda sorge spontanea.
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