Fiera del Levante, prima esperienza regionale di coworking
La società The hub occuperà in fitto il padiglione 129 e coinvolgerà professionisti all’insegna dell’innovazione sociale
Ora il “primo tassello”, come ha sottolineato il presidente della Fiera, Gianfranco Viesti, in conferenza stampa, è costituito dall’affitto del padiglione 129 (di 1.600 metri quadri) per 120mila euro in sei anni (6mila euro per i primi due e 50mila a partire dal sesto) alla società The hub, il cui team è costituito da Francesco Antonacci, Monica Del Vecchio, Diego Antonacci, Angela Amoruso, Enzo Maiorano e Giusy Ottonelli, che ha vinto il bando e a sue spese (costi di 40-60mila euro per gli impianti più quelli di ristrutturazione dell’edificio), entrerà a pieno regime entro 4-6 mesi.
In particolare, l’architetto Giusy Ottonelli ha ricordato che The hub è una rete internazionale già presente in Europa e destinata a professionisti, creativi, start up, associazioni che vogliano puntare sull’innovazione sociale. “I tre cardini del progetto – ha detto – sono persone, spazio, idee. Realizzeremo attività dall’affitto di desk (postazioni lavoro, ndr) alle sinergie tra giovani fino a corsi ad hoc e processi di co-creazione tra tutti coloro (senza limiti di età) che vorranno aderire. L’obiettivo è partire da potenzialità comuni per creare opportunità differenti”.
Un’esperienza di coworking che non ha precedenti a Bari e in tutta la Puglia.
“La Fiera – ha aggiunto Viesti – dà in fitto questo spazio a The hub, la quale per 12 anni coinvolgerà i giovani imprenditori che non hanno i mezzi necessari e creerà un posto vivo in cui circoleranno idee e nasceranno importanti opportunità economiche”.
Del resto, come ricordato da Nicola Fratoianni, assessore regionale alle Politiche giovanili, “è dimostrato che, se imprese giovanili si concentrano in un territorio, possono costituire un fattore trainante per lo sviluppo urbanistico ed economico di quell’area. La Regione ha investito molto sui giovani in termini di risorse. Bisognava, però, creare le condizioni – a costo zero – perché queste energie giovanili si rinforzassero e si strutturassero. Di qui la sinergia con la Fiera che consentirà di riqualificare il quartiere e incubare nuove idee originali”.
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