Il Petruzzelli tra prime volte e interpreti di prestigio

Nicola Andrisani

Penultimo concerto sinfonico dell’anno con composizioni di Ligeti, Brahms e Rachmaninov

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Ligeti e Rachmaninov: in una sera due prime volte al Petruzzelli. Ma anche Brahms e una delle ultime (se non l’ultima) grande sinfonia del 19° secolo.

E’ intrigante ed estremamente vario il programma del penultimo appuntamento della stagione sinfonica della Fondazione Petruzzelli, lunedì sera alle 21. L’ensemble, diretta dall’apprezzato maestro canadese Boris Brott aprirà la serata con la celebre Rapsodia sopra un tema di Paganini per pianoforte e orchestra in la minore di Sergej Rachmaninov, con un solista d’eccezione, Benedetto Lupo, tra i pianisti italiani più talentuosi e completi.

Un’opera tra le più belle del compositore russo, virtuosa, ma allo stesso tempo intensa ed espressivamente moderna, quasi cinematografica. Quindi, dalla glaciale eleganza del piano, si passerà alle atmosfere balcaniche e conturbanti del Concerto Romanesc scritto dal compositore contemporaneo ungherese Gyorgy Ligeti. Si tratta di una pagina a metà tra sperimentazione e tradizionalismo melodico, anche per l’impiego di strumenti tipici, come il corno naturale, ma in modo dissonante e ardito. A completare poi ci sarà la grandiosa 4° sinfonia di Brahms, di ispirazione neo-barocca, con evidenti richiami a Bach e alle variazioni tipiche del ‘700.

Una serata dal repertorio vario che non spaventa in alcun modo un’orchestra che Brott ha definito senza mezzi termini “una delle migliori al mondo”, capace di passare da Wagner a Beethoven quasi in un ‘battito di ciglia’. Il sovrintendente Vaccari, nel presentare la serata, ha anche voluto introdurre i tre solisti del concerto triplo di Beethoven per orchestra, pianoforte, violoncello e violino, apprezzati esecutori nello scorso appuntamento di domenica 30 ottobre, ovvero Gregorio Goffredo, Mauro Gentile e Paçalin Pavaci.

Ultimi appuntamenti dunque per questa fortunata stagione: si chiuderà il 12 con l’ultimo appuntamento sinfonico, che prevederà tra l’altro anche la 4° Sinfonia di Brueckner. Poi, sorprese permettendo, si riaprirà a gennaio con la Carmen di Bizet diretta da Maazel: “una prima – come ha spiegato il sovrintendente Vaccari – solo spostata e cambiata nel titolo”. C’è chi sogna a Bari anche qualche orchestra straniera di prestigio per permettere alla nostra orchestra di migliorarsi e confrontarsi con i migliori, ma per ora bisognerà aspettare: “Quando avremo raggiunto, augurandocelo il prima possibile, una certa serenità di gestione – ha osservato Vaccari – potremmo anche pensare a questo passo successivo e importante”.

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