Buona la prima per il Teatro Forma
Nick The Nightfly inaugura la stagione 2011/2012
Una stagione straordinaria, per il Teatro Forma. A inaugurare il suo terzo anno di attività le sonorità nujazz, lounge e chill out di Nick the Nightfly (Malcom MacDonald Charlton), protagonista della trasmissione radiofonica ‘Monte Carlo Nights’, che in meno di sei mesi è tornato a Bari, per presentare in quartetto (Amedeo Ariano, batteria; Francesco Puglisi, contrabbasso; Jerry Popolo, sassofono e Julian Oliver Mazzariello, pianoforte) il suo ultimo progetto: ‘Nice One’. Undici brani, di cui otto inediti: una sintesi biografica e professionale, un melting pot di stili che, attraversando il jazz, regalano punte di soul e raffinato pop.
Le nuove composizioni di Nick The Nightfly prendono spunto da momenti importanti che hanno segnato la sua vita negli ultimi anni. È sempre difficile proporre qualcosa di nuovo che in qualche modo interessi, affascini ed emozioni il pubblico, ma Nightfly, nel corso della serata, è riuscito ad ottenere un consenso di pubblico sempre crescente, a coinvolgere i fan fino al bis.
In ‘Nice One’ si scoprono la voce e la vera anima di Nick the Nightfly, momenti d’intensa e profonda intimità che esaltano nel migliore dei modi il suo essere musicista. A queste caratteristiche va aggiunta la verve del conduttore radiofonico, che, con ironia, è stata capace di trascinare il pubblico, per ore.
Il disco, esce a due anni di distanza dal precedente, ‘The Devil’. Al progetto artistico hanno partecipato alcuni tra i più bravi solisti italiani di musica jazz: alla batteria Amedeo Ariano, da vari anni presente sulla scena romana e considerato dal pubblico e dalla critica uno tra i migliori batteristi italiani di jazz, al contrabbasso Dario Rosciglione uno dei sideman più richiesti, al pianoforte Roberto Tarenzi, vero talento della scena jazzistica, al sax Daniele Scannapieco, tra i più originali sassofonisti italiani, e Gabriele Comeglio che si occupa anche degli arrangiamenti e della direzione dell’orchestra archi e fiati. Inoltre hanno partecipato alla sessione di registrazione Bebo Fera alla chitarra e Emilio Soana alla tromba. La tromba di Fabrizio Bosso è protagonista nei brani “I’m not afraid” e “Song for my father” mentre Luciano Biondini alla fisarmonica interpreta “Midnight Pasta” e “Ancient Ground”. Ad arricchire “Brother where are you” e “Midnight Pasta” troviamo il raffinato tocco di Andrea Dulbecco al vibrafono, mentre i cori di “Kiss the Bride” vedono la partecipazione di Elisa Rosselli e Sergio Cocchi.
Sono intervenuti inoltre il quartetto d’archi Archimia di Serafini Tedesi e il gruppo vocale Cluster nei brani “Can’t Get Enough” e “Hey Bartender”.
“Sono fiero di questo lavoro – dice – perché rappresenta il disco della maturità. Quando scrivi canzoni come “Kiss the Bride”, o “I’m not afraid” e “Midnight pasta” e vedi che hanno un appeal immediato sulla gente, allora senti che è accaduto qualcosa, si è realizzata un’alchimia. Ci sono artisti che hanno un’aura particolare; a me è accaduto con James Taylor per esempio. Ero a un concerto perché lo presentavo e la prima canzone, in acustica solo chitarra, è stata Something In The Way She Moves. Beh, ho iniziato a piangere come un ragazzino”.
I brani sono stati presentati da Nick, tra un’esibizione e l’altra, tra assoli strumentali e stacchi a tratti cabarettistici.
KISS THE BRIDE è una canzone romantica, positiva scritta a dispetto della tendenza di oggi di separarsi e divorziare. Vuole essere un inno al matrimonio, un omaggio alla bellezza di questo giorno speciale, sognato da milioni di persone in tutto il mondo che cercano un legame forte per tutta la vita.
MIDNIGHT PASTA è un viaggio sensuale nel paese dei “due spaghi a mezzanotte” iniziato nel 1982, quando Nick the Nightfly ha lasciato la Scozia per trasferirsi in Italia.
È il grande amore di Nick the Nightfly per lo “stivale” che lo porta a cantare la ricchezza e la diversità delle tradizioni locali e degli ingredienti che contraddistinguono la cucina italiana, come il piccante di Calabria, il vino siciliano e quello toscano. Ma è anche un omaggio a grandi personaggi come lo swing di Carosone, le sinfonie si Morricone, la voce di Pavarotti e la fantasia di Jovanotti…
I’M NOT AFRAID è una canzone d’amore dedicata a tutti coloro che dopo aver vissuto una delusione di cuore hanno paura di innamorarsi e rimettersi in gioco. Per Nick the Nightfly è meglio lasciarsi trasportare dalle ali dell’amore che vivere nel dubbio.
ANCIENT GROUND è stato ispirato da Umbria Jazz, pezzo ricco di storia e tradizione. Nick the Nightfly vuole cantare l’aria che si respira tra le mura delle città antiche, dove anche le strade, i viali, gli alberi e le chiese parlano di mistero, di storia, di tradimento e di amore.
SONG FOR MY FATHER è stata scritta nel 1965 da Horace Silver, un grande pianista jazz. Un pezzo che Nick the Nightfly ha amato da sempre, dedicandola ad una figura che non ha mai conosciuto e gli è sempre mancata: suo padre.
I DON’T CARE Godersi i successi della vita, fregarsene e andare dritto per la propria strada senza sensi di colpa: questo è il motto del terzo brano dell’album ‘Nice One’. Spesso la gelosia e l’invidia per il successo altrui, che dovrebbero essere invece una fonte di ispirazione, rischiano di annebbiare la motivazione nel fare sempre il meglio delle cose.
YOUR LOVE L’amore per Nick the Nightfly è proprio come una droga che circola nelle vene: può creare dipendenza, assuefazione, astinenza ed è difficile allontanarsi da esso.
BROTHER WHERE ARE YOU Il mood di questo brano è quello degli anni ’60 di Oscar Brown Junior, pacifista e attivista afro Americano che tratta di fraternità universale senza distinzione tra censo, colore o religione.
HEY BARTENDER Nick the Nightfly racconta la storia di una persona che alla fine di una serata si ritrova al bancone di un bar a parlare dei suoi guai al barista. L’ispirazione arriva da episodi della sua vita, in particolare legati alla figura di suo padre: “sai che mio padre era di Dublino come te, questo è vero e anche se non ho mai visto il suo viso, porto orgogliosamente il suo nome”.
CAN’T GET ENOUGH Per la persona dipendente dal sesso, l’amante diventa un’ossessione e il desiderio si fa morboso: non è mai abbastanza.
WHEN I FALL IN LOVE Un indimenticabile classico del jazz del 1952 con testo di Edward Heyman sulle musiche di Victor Young, uno dei pezzi preferiti di Nick the Nightfly da quando era bambino.
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