“F*** Off” Flash Exhibition

Marianna Cea

Photo frame studio denuncia, attraverso un flash mob multimediale, i luoghi comuni

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Bari, ieri pomeriggio, ore 19, parte il flash mob.

Ha avuto “luogo” ieri sul notissimo social network Facebook quando sono state messe on-line le foto della serie “F*** Off”, pensata dal Photo Frame Studio, come profile picture dagli stessi modelli nell’arco della stessa giornata.

Siamo abituati a parlare di flash mob quando intendiamo indicare un gruppo di persone che si riunisce all’improvviso in uno spazio pubblico e che mette in pratica un’azione insolita per un breve periodo.
Proprio con questa stessa idea è nata la serie “F*** Off”.

Un flash mob multimediale composto da novantasei scatti di ragazze e ragazzi (con un totale di cento partecipanti) con il classico gesto del “dito medio alzato” e che denunciano i luoghi comuni che caratterizzano i ragazzi degli anni ‘80 e primi ‘90.
Questo gesto rappresenta il filo conduttore della serie e, infatti, è stato interpretato con varie sfaccettature: ogni ragazzo voleva esprimere un sentimento diverso: rabbia, distacco, divertimento, supponenza.

Nonostante il simbolo del “dito medio alzato” possa apparire forte ed estroso, in realtà ricorre più volte all’interno dell’Arte dell’ultimo decennio per raffigurare la libertà contro l’arroganza dei potenti.

Esempi lampanti sono rintracciabili nella biennale di Shangai del 2000 da Ai Wewei e da Maurizio Cattelan (Dito Medio, borsa Milano, 2010).

Come affermato da Davide De Cillis e Francesco Lonigro creatori dello studio fotografico “Photo Frame studio”, il flash mob ha lo scopo di mostrare un “microcosmo che simboleggia un numero di realtà sociali e professionali di giovani, ciascuno portatore di alcuni segnali divertenti e distintivi del proprio vissuto che si ribellano contro le convinzioni negative e le asperità di un periodo non facile per essere giovani”.

Messaggio forte, ma sicuramente immediato.

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