Situazioni carceri, siglato protocollo d’intesa per il diritto alla salute dei detenuti

La Redazione

Fiore: rimettere al centro della riflessione detenuti, matti e drogati

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La situazione dei carceri in Puglia è tra le peggiori d’Italia: su una capienza regolamentare di 2.600 persone ve ne sono in realtà 4.500 ed entro la fine dell’anno la situazione non può che peggiorare se si pensa che solo il carcere del capoluogo, nonostante la sua capienza regolamentare sia di 292 detenuti, di cui 36 donne, ospita 530 detenuti di cui 30 donne.

Questi dati sono già di per sé preoccupanti, ma la situazione assume sembianze tragiche quando si considerano anche gli aspetti igienico-sanitari che ne conseguono.

Fortunatamente è stato firmato ieri un importante protocollo d’intesa tra la Regione Puglia, nelle persone del presidente Nichi Vendola e dell’Assessore alla Sanità Tommaso Fiore, l’Amministrazione Sanitaria nonché il Centro Giustizia Minorile, al fine di garantire il diritto alla salute dei detenuti.

“Pur mettendo in piedi modelli evoluti di relazioni tra diverse Amministrazioni dello Stato per mettere al centro i diritti dei detenuti, come quello contenuto nel Protocollo d’Intesa che firmiamo oggi – ieri, n.d.r.-, rischiamo di scivolare, giorno dopo giorno, in una condizione di assoluta drammaticità. Oggi siamo seduti su una polveriera. Settantamila detenuti sono un dato assolutamente inedito nella storia nazionale”. Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola siglando il Protocollo. “Obiettivo del Protocollo è definire le forme di collaborazione tra i diversi livelli istituzionali per garantire la tutela della salute ed il recupero dei detenuti adulti e minorenni e assicurare loro l’assistenza sanitaria.

“Cosa significa 70 mila detenuti? Significa che noi siamo in aperta violazione della Costituzione e dei diritti umani – ha continuato Vendola – In tutte le nostre carceri abbiamo circa il doppio della popolazione che dovrebbe lì risiedervi. Contemporaneamente, a fronte di questo dato che descrive l’inaudita gravità della condizione carceraria e dentro il processo di trasferimento delle funzioni sanitarie dalla vecchia medicina penitenziaria alle Asl, vi è il dimagrimento sostanzioso delle dotazioni finanziarie. E ancora contemporaneamente, ci sono i tagli alla spesa sociale”.

“Lo sforzo invece che noi stiamo facendo – ha aggiunto l’assessore alle Politiche per la salute Tommaso Fiore – è quello di non dimenticare gli ultimi: i detenuti, i matti, i drogati. Rimetterli al centro di una riflessione. .. Soltanto occupandoci di questi problemi – ha continuato Fiore – saremo in grado di occuparci degli altri problemi. Mi auguro che questo lavoro collettivo serva a migliorare l’azione del servizio e ad individuare i settori prioritari su cui intervenire come la prevenzione e la diagnosi”.

Ad illustrare i contenuti del protocollo, che rappresenta un esempio di “collaborazione interistituzionale” molto alta, il dirigente del Servizio Programmazione Assistenza territoriale e Prevenzione dell’Assessorato alle politiche della salute, Fulvio Longo che ha sottolineato la gravità di due elementi, e cioè il sovraffollamento delle carceri “un elemento questo che sviluppa condizioni di patologia” e la carenza di organico.

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