Interramento binari a Palese e S.Spirito, una beffa?

Tante chiacchiere e bugie dagli amministratori comunali e regionali
Cirasola, però, non si arrende ed è convinto che ci siano ancora margini per ribaltare una situazione che in questo momento sta privilegiando l’intervento su Japigia.
“Il punto, dichiara il dirigente politico,è che nella prima circoscrizione, sul tema dell’interramento, è sceso un silenzio assordante, il consiglio della 1^ Circoscrizione tace, le associazioni ed i sindacati locali tacciono, quasi tutta la cittadinanza di Palese e Santo Spirito è all’oscuro dei giochetti di prestigio al Comune e alla Regione per privilegiare l’intervento su Japigia e “sotterrare” l’interramento in prima circoscrizione. Le uniche voci che si sono levate in questi giorni sul tema, sono di Massimo Maiorano, durante la discussione sul DPP in consiglio comunale, Nicola De Matteo, consigliere provinciale, e Francesco Schittulli, Presidente della Provincia dopo l’incidente mortale di un uomo al passaggio a livello di Catino”.
Carlo Cirasola ricorda che la questione dell’interramento dei binari a Nord di Bari è stato un cavallo di battaglia negli anni passati da parte di politici locali, regionali e addirittura nazionali che si erano impegnati a risolvere definitivamente il problema dei tanti morti travolti dai treni sulla tratta S.Spirito Palese.
“Ma a tanto impegno verbale, dice Cirasola, a Palese e Santo Spirito negli ultimi 10 anni non si è visto uno straccio di intervento da parte del Comune, della Regione e della Rete Ferroviaria Italiana per mitigare lo “stress”psico-fisico delle lunghe attese dietro le sbarre. Tutto questo mentre la lista dei morti si allunga di anno in anno”.
“Eppure la Società “Proger, continua il dirigente politico, dopo le intese intercorse tra Governo, Comune di Bari e Regione, aveva ricevuto da quest’ultima l’incarico, costato 40000 euro e forse più, di redigere uno studio di fattibilità allo scopo di acquisire ulteriori elementi in grado di supportare e confermare le scelte operate dall’Assessorato ai trasporti retto allora da Mario Loizzo.
La Proger, a detta di molti, elaborò uno studio approfondito e minuzioso sugli aspetti tecnici ed economici, uno studio che secondo uno dei 16 progettisti, l’Ing.Carlo Listorti, avrebbe costretto ad abbattere appena dieci abitazioni per motivi tecnici e sicurezza. Nella relazione, resa pubblica ed ancora oggi facilmente visionabile sul sito della UIL Bari, è scritto a chiare lettere quali benefici economici ed ambientali sarebbero derivati dall’interramento dei binari per i cittadini di Palese e Santo Spirito.
Per la Proger, le opere, oggetto dello studio di fattibilità, erano alimentate da ragioni che non attenevano a prestazioni finanziarie, ma a motivi di natura sociale connessi al forte degrado e rischio che l’esercizio ferroviario determinava nell’ambito urbano di Bari compreso tra l’abitato di Palese e quello di S.Spirito con particolare riferimento agli aspetti connessi al rumore, all’incidentalità e alla congestione del traffico stradale.
Un disagio sociale continuo per emissioni di gas effetto serra derivanti dai tempi di attesa delle auto ai passaggi a livello, emissioni atmosferiche di polveri fini, rumorosità dell’esercizio ferroviario, incidentalità, registrata nel tempo, tra treni, auto e pedoni. Benefici da incremento del valore immobiliare degli immobili, secondo la Proger, sulla base di altre esperienze di interramento era verosimile pensare che gli effetti sul patrimonio edilizio avrebbero portato ad un raddoppio del valore degli immobili. Nella relazione è anche scritto che per quanto attiene il contributo occupazionale indotto dall’intervento, che concerne tutte quelle attività di servizio alle persone impiegate nelle fasi di cantiere nonché tutti coloro che sono impegnati nei vari processi produttivi atti alla fornitura di materiali e servizi funzionali alle attività di realizzazione degli interventi, è possibile affermare che l’incremento ammonta al 3,86%, se misurato su scala comunale.
“Questo studio di fattibilità, afferma Cirasola, misteriosamente viene accantonato mentre viene tirato fuori un altro progetto che nessuno ha visto né tanto meno è stato pubblicizzato in cui, per esempio, le abitazioni da abbattere diventano settanta e questo è terrorismo politico afferma il dirigente politico, il costo sociale ed economico di 70 case abbattute e ben diverso dall’abbattimento di 10. Perchè il progetto di fattibilità della Proger che è una grande azienda europea nel campo delle infrastrutture è stato abbandonato? Perchè per il nodo ferroviario si comincia da Japigia nonostante i tanti morti di Palese e Santo Spirito?”
Questi gli interrogativi che Cirasola pone alle varie autorità locali compresa la Magistratura e la Prefettura da cui attende una risposta, un intervento.
Nel frattempo, dopo l’ultimo incidente mortale di un cittadino svizzero, ha iniziato una raccolta di firme perché venga riattivato il sottovia della vecchia ferrovia S.Spirito –Bitonto in via Conte Mossa per far transitare in sicurezza i tanti cittadini di Catino che ogni giorno rimangono bloccati al passaggio a livello della stazione di S.Spirito.
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Si riportano alcune date significative
Giugno 2005 , c/o Hotel Palumbo – Palese
“L’interramento dei binari che tagliano in due Palese e Santo Spirito tecnicamente si può fare”. Lo ha detto l’assessore regionale ai Trasporti, Mario Loizzo, riferendosi ad un recente dialogo avuto con l’ingegner Mauro Moretti, amministratore delegato di Rfi.
Secondo il parere dell’ingegner Moretti, amministratore di RFI, “l’interramento (soluzione che gli abitanti chiedono a gran voce) è tecnicamente fattibile e compatibile con le esigenze operative dell’azienda ferroviaria. La cosa più importante – ha affermato – è il concetto già ribadito nelle varie sedi istituzionali. A Palese non si possono e non si devono alzare altri muri”.
15 Marzo 2005
Ludovico Abaticchio, Assessore all’urbanistica del Comune di Bari (DS). Un milione e seicentomila euro per un concorso di idee di livello internazionale. Potrebbe essere questa la strada per giungere alla soluzione dello scioglimento del nodo ferroviario di Bari. Il Comune ci pensa. I soldi ci sono……… La strada del concorso di idee sembra, al momento, fondata su alcuni capisaldi inamovibili. Io dico – ribadisce l’assessore Abbaticchio – che prima di tutto, ci sono tre punti dai quali non possiamo prescindere. Il primo è l’interramento dei binari a Nord e a Sud, il secondo è la riqualificazione dell’area ferroviaria dove insistono le Ferrovie del Sud est, il terzo è l’irrinunciabile permeabilità che occorrerà creare affinché la città, anche quella che oggi si trova a monte dei binari, si riappropri del proprio rapporto con il mare.
Roma, 28 Febbraio 2007
Intesa tra Governo, Regione e Comune siglata che prevedeva la realizzazione dell’interramento dei binari nella tratta Nord (tra Palese e Santo Spirito) e, solo allora, l’eliminazione dei passaggi a livello.
Febbraio 2009
Conferenza dei servizi alla regione in cui viene approvato un piano (tuttora secretato) sul nodo ferroviario che abroga completamente quello redatto e pubblicizzato dalla Proger di Pescara che prevedeva poche abitazioni da abbattere mentre quello approvato nel 2009 secondo indiscrezioni prevede una falcidia abnorme di case.
Marzo 2011
l’Assessore Minervini comunicava il parere positivo del Ministero dell’Ambiente sul progetto del Nodo Ferroviario per la Parte SUD di Bari (Japigia) e non faceva nessun riferimento alla parte Nord Palese- S.Spirito (interramento).
Ottobre 2011
È stato firmato ieri a Roma, presso la sede della Regione Puglia, il protocollo d’intesa tra la Regione Puglia, il Comune di Bari, Ferrovie dello Stato, Ferrovie Appulo Lucane, Ferrovie Bari Nord, per il riassetto del nodo ferroviario di Bari e la riqualificazione urbanistica delle aree liberate dai binari.
“Il riassetto del nodo ferroviario – dichiarava il sindaco Emiliano – significa ricucire Bari, attualmente tagliata in due dai binari, e ridisegnare il cuore della città, migliorando il trasporto pubblico con gli scambi intermodali, i collegamenti pedonali, e aumentando i servizi, i parcheggi e le aree a verde.
Si tratta di un passaggio importante, che ci permetterà di bandire entro l’anno il concorso internazionale di progettazione per riutilizzare al meglio e riqualificare degli spazi fondamentali per la città”. Infatti, a seguito della razionalizzazione delle infrastrutture ferroviarie, il fascio dei binari impegnerà solo 50 metri anziché i 130 attuali, e di conseguenza saranno liberate delle aree destinate in futuro a nuovi usi urbani. Il Comune di Bari – ha dichiarato l’Ass. Sannicandro ha così elaborato dei grafici, allegati al protocollo, in cui vengono individuati tali spazi. L’obiettivo del concorso è la redazione di un master plan, e del relativo piano di fattibilità economico-finanziario, che consenta la ricucitura dei quartieri Libertà, Murat e Madonnella, con Picone, Carrassi e San Pasquale. Nessun riferimento a Palese e S.Spirito”.
Un cittadino di Palese dopo aver letto questa notizia ha dichiarato: ecco perché iniziano da Japigia ! E’ il caso di dire richiamando, naturalmente aggiornato per l’occasione , un famoso detto latino “IN LATER VERITAS” (nel mattone la verità).
Commenti
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Il solito guardare l’erba del vicino.A Japigia si sta effettuando una variante ferroviaria che entra nel piano strategico di tutta la Citta’,compreso Palese e S.Spirito.L’interramento da Voi si fara’,vedrete.Non bisogna alimentare astio tra i quartieri,con la politica del potere “territorio/autonomia”,la gente non centra.
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E poi,ricordo benissimo l’ultima recente visura dei tecnici delegati,che interpellarono alcuni proprietari di case a ridosso dei binari,per concordare l’eventuale abbattimento o spostamento dei muretti,in cambio di soldi.Bene!Questo accadeva proprio a Palese!I proprietari dissero NO!!NO!!E POI NO!!Cosa volete?






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