Dipendenti Regione, un caos annunciato

E intanto gli ex lavoratori CCR continuano la loro protesta
Il fatto è che la prospettata retrocessione degli attuali funzionari porterebbe, come dichiarato dallo stesso Presidente Vendola, alla “paralisi della operatività della Regione Puglia”, atteso che questi gestiscono di fatto la filiera di tutti gli interventi finanziari in favore dell’intera comunità regionale e del territorio pugliese. Avrebbe dovuto essere, pertanto, interesse dell’Amministrazione trovare una soluzione che non creasse danno né all’Ente, né al territorio, né alle vite personali e lavorative “dei dipendenti che hanno regolarmente partecipato e vinto un concorso sottoscrivendo un regolare contratto”, affermano gli interessati in una nota congiunta.
E la Regione a questo punto cosa fa? Nomina una task force che insieme a referenti dei Ministeri dell’economia, della funzione pubblica e degli affari regionali, trovi una soluzione: sottoporre all’approvazione del Consiglio una leggina (un solo articolo) con cui (prima ancora che il procedimento di retrocessione si sia concluso) si stabilisca per legge di attribuire a questo personale retrocesso le mansioni superiori sin tanto che non vengano espletati nuovi concorsi. Davvero una trovata geniale!” – continuano i funzionari.
Eppure, per risolvere la questione, a sentire gli interessati sarebbe bastato applicare una norma comunitaria che, in quanto tale, è cogente per gli stati membri: il principio cioè del legittimo affidamento, il quale stabilisce che un beneficio maturato in buona fede e goduto in un arco di tempo ragionevole, si trasforma in diritto acquisito e consolidato.
Volete che l’agguerrita opposizione con colga la palla al balzo? Ed ecco che prontamente il centrodestra dice la sua.
“Mentre Vendola, questa volta pare da Roma, lancia proclami sulle eventuali e possibili prossime primarie del Pd – afferma infatti Massimo Cassano, vicecapogruppo regionale del PDL – i dipendenti della Regione Puglia sono abbandonati a se stessi e il rischio è che l’intera macchina amministrativa salti per aria. Infatti gran parte di questi addetti hanno acquisito professionalità nei singoli settori e molti di loro hanno ruoli apicali nella gerarchia interna alla pubblica amministrazione.” A parere dell’esponente azzurro, la norma discussa in Consiglio non solo non convince, ma può apparire anche controproducente rispetto alle legittime aspettative del personale che tutt’ora appare abbandonato a se stesso. “Una situazione – dice ancora Cassano – drammatica che riguarda alte professionalità e ruoli apicali nella gerarchia interna alla pubblica amministrazione.”
Nello specifico, ciò che non convince il PDL è una norma che mostra reali aspetti di incostituzionalità e che ben presto potrebbe essere bocciata e rinviata al mittente. Non convince, del resto, il percorso con cui si è giunti a tale norma: “ideologico, politico, elettoralistico, che ha forse volutamente evitato il coinvolgimento sia del personale della Regione direttamente coinvolto in questa retrocessione, sia di quei sindacati “sgraditi” al manovratore e che invece hanno ampissime rappresentanze tra il personale stesso.” Non convincono infine i tempi, coincidenti tra consultazioni e Consiglio Regionale, “quasi a voler trovare la famosa pezza a colori, – continua il consigliere del PDL – che potrebbe avere anche effetti positivi nell’immediatezza, ma riproporre tutta la gravità della questione a breve termine. Ovviamente nel frattempo il presidente Nichi Vendola è più appassionato al solito fronte della fantapolitica internazionale, quasi a voler rimarcare la propria lontananza dalle “distruzioni pugliesi” tutte addebitabili alla malagestione del suo governo.”
Che ci siano tantissime cose in Puglia non vanno, non è certo un disegno immaginato dall’opposizione, se è vero che ieri durante il Consiglio Regionale di Via Capruzzi, c’è stata anche una grande manifestazione di protesta degli Ex CCR in mobilità, “per la vergognosa e totale indifferenza che il governo regionale dimostra nei confronti degli stessi.”
“Siamo ex lavoratori e lavoratrici senza lavoro e senza reddito da molti anni, – dicono i manifestanti – che abbiamo famiglie a carico e che non abbiamo nemmeno il diritto di avere quel poco che ci spetta…”UNA TARDIVA ELEMOSINA” erogata dalla Regione Puglia tramite l’INPS.” Gli Ex CCR sono da Luglio senza gli ammortizzatori sociali in deroga a causa dei ritardi dovuti al disbrigo delle pratiche dei provvedimenti autorizzativi da parte del Servizio per le politiche per il lavoro e dell’INPS. Una situazione che sta procurando molte difficoltà alle numerose famiglie di EX CCR e non solo. Gli EX CCR, chiedono “determinati e rabbiosi” al Presidente Vendola – come vogliono precisare – e poi a tutto il Consiglio Regionale di cercare una soluzione politica definitiva al loro inserimento nel mondo lavorativo. Una situazione che va avanti, del resto, da 17 anni.
La domanda è: perché non si danno a questi ex lavoratori i diritti costituzionalmente garantiti e non si cerca di trovare una definitiva soluzione?
Il dato positivo è che comunque, a seguito della partecipata manifestazione di lotta, l’assessore Tommaso Fiore e l’assessore Elena Gentile con il consigliere Gerardo De Gennaro hanno incontrato il Segretario Provinciale della FIALS Piero Albenzio insieme ad una delegazione dei lavoratori in mobilità delle ex Case di Cura Riunite.
L’Assessore Gentile ha comunicato che i ritardi nel pagamento, che riguardano peraltro tutti i lavoratori in mobilità della Regione Puglia, sono addebitabili a problematiche di linguaggio informatico tra la Regione e l’INPS e comunque che tutti gli elenchi dei lavoratori sono stati ricevuti dall’INPS che sta a sua volta procedendo all’elaborazione dei mandati di pagamento. Su richiesta della FIALS ha anche assicurato l’impegno personale ad interessare da subito il Ministero del Lavoro a che per l’anno 2012 l’accordo sugli ammortizzatori sociali in deroga venga sottoscritto entro fine anno.
Sarà così? Staremo a vedere. E ovviamente a vigilare…
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