Il Bari sospeso “tra palco e realtà”
La squadra è tra le protagoniste della zona play-off, la società annaspa tra creditori ed acquirenti
Certamente non è mai facile essere tifosi del Bari, ma in questi ultimi mesi le coronarie e il fegato dei supporters biancorossi sono stati chiamati a sopportare un carico di stress notevolmente sopra la media. La squadra di Torrente in campionato va, nonostante gli incerti di un gioco che stenta a decollare ed anche a causa del canonico ultra-equilibrio che da sempre la fa da padrone in Serie B, equilibrio fin qui rotto unicamente dall’assolo del Torino. Nonostante ciò, i baresi proprio non riescono ad essere tranquilli e soddisfatti.
Le vicende societarie, in questi mesi, influenzano l’umore dei tanti supporters dei galletti in maniera molto più incisiva rispetto a quelle sportive, le quali poi a loro volta finiscono per subire gli effetti delle prime. E’ arcinoto infatti come il Bari sia atteso da una penalizzazione di 2 punti per i mancati pagamenti degli stipendi del periodo aprile-giugno scorso; è altrettanto chiaro a tutti coloro che hanno a cuore le sorti del sodalizio barese, che tale evento potrebbe ripetersi di qui ad un mese circa, qualora non venisse rispettata la prossima scadenza del 15 novembre.
Allo stato attuale, tutto lascia presagire che a quella data il problema-penalizzazione si riproporrà: dunque il campionato degli uomini di Torrente si trasformerebbe in un veicolo per alimentare una sorta di grande serbatoio (la classifica) dal quale possano attingere periodicamente gli organi federali, venendo meno la prerogativa di far punti per tentare l’assalto ai play-off. Qui drammaticamente finisce il sogno dei tifosi, chiamati a scontrarsi con la dura realtà del momento, che stride fortemente anche con le velleità di promozione sbandierate a più riprese da tecnico e calciatori.
Ci si interroga su quanto questa tiritera (mancato pagamento-penalizzazione) possa ancora andare avanti senza che i danni per il patrimonio-Bari diventino incalcolabili; anche perché c’è da tener conto che la pazienza dei creditori non può essere infinita: anzi, stando ai bene informati, pare esserci già qualche calciatore pronto a presentare la messa in mora ai danni della società, attraverso i legali che lo rappresentano. Come se non bastasse, sul club pende ancora la “spada di Damocle” della famigerata messa in mora da parte del Comune, che negli scorsi giorni ha portato al congelamento di una ingente somma su uno dei conti correnti del club (si parla di una somma pari a 490mila euro).
Ecco dunque che assume particolare importanza l’interesse a rilevare il pacchetto azionario del club, manifestato dai potenziali acquirenti che si sono esposti in questi giorni. C’è innanzi tutto la Meleam, società che opera nel campo della sicurezza sul lavoro, che ha già firmato un patto di riservatezza con i vertici di Via Torrebella, e che nella persona dell’amministratore delegato, Pasquale Bacco, ha avuto un primo incontro “conoscitivo” con il Sindaco di Bari, Michele Emiliano. La società con sede a Bitonto potrebbe rilevare il club tramite l’accollo dei debiti pregressi e null’altro a pretendere da parte della vecchia proprietà, il Gruppo Salvatore Matarrese: nelle prossime ore dovrebbe decollare la trattativa, ne sapremo certamente di più.
E ci sarebbe poi l’impresa Amenduni, operante nel campo dell’acciaio in Veneto, il cui titolare è però barese di origini. Da parte loro, finora, solo un sondaggio e nulla più: probabile che decidano di restare alla finestra in attesa dell’epilogo della trattativa con la Meleam. Ma pare che ci siano altri soggetti che da qualche tempo stanno monitorando la situazione del club biancorosso, senza che fino ad oggi si siano ancora esposti, e che potrebbero prendere in considerazione l’avvio di una trattativa per l’acquisizione del club: i “rumors” raccontano di un gruppo industriale lombardo e di un gruppo con sede nella provincia di Bari.
Ad ogni modo, sarà il caso che dalla stanza dei bottoni di Via Torrebella parta l’input di operare velocemente e di agevolare le trattative. Il Bari non può continuare a restare sospeso nel limbo, o come direbbe Ligabue con una sua celebre canzone, “tra palco e realtà”. E’ innegabile che, alla luce della situazione attuale, la salvezza del Bari Calcio passa attraverso un’unica strada: la cessione societaria.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito