Consiglio comunale: il DPP fa le ore piccole

Francesca Avena

Approvato con 28 voti favorevoli, 7 contrari ed 1 astenuto

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Sold out di posti a sedere nell’Aula Dalfino: pubblico, giornalisti, consiglieri e banchi della Giunta al completo (fatta eccezione per un paio di componenti). Le nuove sedie rosse del pubblico saranno state di buon auspicio per la tanto attesa e rinviata seduta sul DPP.
Ma la scena iniziale, della relazione sul Documento da parte dell’assessore Sannicandro, è stata rubata sin dai primi minuti dalla protesta dei componenti di CasaPound per la revoca della presentazione di un libro (che si sarebbe tenuta oggi proprio nella sala consiliare) giustificata da importanti pulizie generali degli ambienti di Palazzo di Città . Mascherine e tute, indossate tanto dai componenti dell’opposizione quanto dai rappresentanti di CasaPound, non hanno però fermato la relazione di Sannicandro, seguita poi dalla presentazione di slide rappresentative da parte del prof. Nigro.

Numerosi gli interventi dei consiglieri: d’effetto quello di Fabio Ladisa del gruppo Realtà Pugliese, di Peppino Loiacono, di Costantino Monteleone.
Ladisa -dopo aver chiesto il rinvio della votazione (e non anche della discussione) di 30 giorni al fine di meglio valutare le conseguenze che il DPP avrebbe avuto, in concreto, nei confronti dei cittadini sulla questione della perequazione dei terreni edificabili nell’area Sud-Ovest- è stato “ammonito” dall’intervento di parere opposto del sindaco il quale (come ha dichiarato Ladisa stesso) “ha capito male la ratio del mio intervento”, ed ha portato all’uscita di scena del consigliere di Realtà Pugliese.

Lame, perequazione, Tondo Verde, interramento del lungomare all’altezza del Teatro Margherita i punti toccati dal consigliere Loiacono che, con analisi tecniche degne di lode (verbalmente applaudite dai consiglieri dello stesso PdL), ha altresì contestato l’effetto di “chiusura a riccio” che questo DPP potrebbe procurare alla città di Bari.

Un criticissimo Costantino Monteleone ha puntato il dito prima contro il prof. Nigro, sottolineando la sua mancanza nell’aver redatto il Documento senza aver mai incontrato il Direttore del Settore Pianificazione del Territorio – PRG (Piano Regolatore Generale) e, dopo aver definito il DPP “libro delle favole” per la questione della perequazione, ha dichiarato a gran voce: “Non ci assumiamo la responsabilità di affossare questa città per i prossimi 30 anni!”.

Interventi anche da parte di De Santis, Introna, Tomasicchio, Paolini, Maugeri, Ranieri -che ha sottolineato che “questo documento sottrarrebbe ai proprietari terrieri un diritto edificatorio ottenuto nel tempo”– , Cea -favorevole come sempre alla considerazione che il porto ha avuto all’interno del Documento, seppur rabbrividito dall’idea del percorso camionale e della costruzione di palazzi nell’area del canalone di Fesca, previsti nel DPP- e Gemmato che, dopo aver ripreso la questione della protesta dei ragazzi di CasaPound, ha evidenziato l’assenza del tema Università (eppure, si sa, Bari è città universitaria) all’interno del Documento.

Chiuso a mezzanotte inoltrata il dibattito, il DPP per il nuovo PUG che sostituirà il Piano Quaroni è stato approvato con 28 voti favorevoli, 7 contrari ed 1 astenuto. Come qualcuno ha detto: “Buona fortuna Bari”.

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