Quartiere S. Rita, urge una bonifica della zona

Gaetano Macina

La denuncia di una residente stanca e amareggiata

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Quartiere S.Rita – Troppi rifiuti ingombranti, speciali e tossico nocivi soffocano ancora il territorio pugliese. L’allarme fu lanciato sin da Luglio 2008 dall’ex-prefetto di Bari Carlo Schilardi durante la prima riunione della Conferenza Permanente Provinciale.

La Conferenza Permanente è un organismo, con la funzione di coadiuvare il Prefetto nel coordinamento delle attività degli Uffici periferici dello Stato e nella leale collaborazione con i rappresentanti delle Autonomie locali e si occupa anche di Territorio, ambiente ed infrastrutture.

La Conferenza Permanente è presieduta dal Prefetto ed è composta, a livello provinciale, dai responsabili delle strutture periferiche dello Stato, dal Presidente della Provincia, dal Sindaco del comune capoluogo e dai Sindaci dei comuni eventualmente interessati alle questioni trattate.

Nel 2007 il presidente della Regione Nichi Vendola aveva segnalato la gravità della situazione siglando un apposito protocollo con l’Arpa, il Cnr, il Corpo forestale dello Stato e la Guardia di Finanza per il pattugliamento delle aree a rischio riguardo l’abbandono illegale di rifiuti speciali e tossico- nocivi.

Tutto questo probabilmente non è bastato perché il fenomeno non solo non si è fermato, ma ha continuato a crescere in maniera esponenziale, soprattutto nelle zone periferiche di tutte le città.

La Signora Roberta del Quartiere S. Rita denuncia da anni la situazione disastrosa in cui versa la campagna adiacente ai complessi condominiali della zona.

Frigoriferi, televisori e divani, detriti, plastica non sono gli unici rifiuti che vengono scaricati impunemente da molto tempo ma anche lastre di amianto in prossimità delle case e delle aree adibite a giardino e zona giochi per i bambini.

“Ogni tanto, denuncia la signora, qualcuno si diverte ad incendiare cataste di copertoni di auto e tutta la zona viene investita da miasmi venefici. Due vecchi immobili, oggi ruderi pericolanti, costruiti per diventare la stazione locale per il collegamento ferroviario tra Ceglie del Campo e la stazione di Bari sono manufatti pericolanti. Su una parete degli stessi troneggia un cartello indicante “fabbricato pericolante”, ma senza nessuna protezione per chi dovesse avvicinarvisi casualmente lungo la strada che scorre a fianco degli stessi asfaltata e piena anch’essa di rifiuti.

“Nel fianco di uno dei due immobili qualcuno ha sfondato un muro e lo ha riempito di copertoni di auto ed altri rifiuti pericolosi. Non è possibile, si sfoga la Signora, che, nonostante le tante denuncie e segnalazioni che abbiamo fatto da questo quartiere, nessuno dal Comune ha preso una qualsiasi iniziativa per eliminare il problema e procedere ad una radicale pulizia dell’area. Arrestare i colpevoli per disastro ambientale, suggerisce Roberta, ma per fare questo bisogna procedere ad un controllo costante della zona, con la polizia locale e con tutte le apparecchiature che la moderna tecnologia mette a disposizione. Fino ad oggi, dice sconsolata la signora, dal Comune ed anche dall’AMIU non è giunto nessun riscontro positivo alle nostre denuncie e richieste fatte nel corso di questi anni”.

“Eppure negli anni passati il presidente Vendola ha più volte chiesto di passare alla repressione dei soggetti che sversano rifiuti tossici in cave o discariche a cielo aperto – sottolineava Schilardi nel 2008 – abbiamo i mezzi per individuare chi inquina, occorre solo il coinvolgimento degli enti locali per pattugliamento e sorveglianza. Una volta scaricato un rifiuto nel sottosuolo di una cava per esempio, come è successo per Cava di maso, tutto viene sotterrato e nessuno si accorge più di nulla sino a quando non si va a scavare. Proprio per la bonifica di questo sito, il costo e i tempi sono raddoppiati quando ci si è accorti che nel sottosuolo c’era materiale abbandonato da analizzare e smaltire”.

“Parole sante, conclude la signora Roberta, ma probabilmente a Palazzo di Città ed all’AMIU occorre che al più presto si rechi un Otorinolaringoiatra, ci sono politici ed amministratori che abbisognano di una urgente visita specialistica visto che i nostri richiami e quello delle autorità superiori non vengono ascoltati”.

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