Il Bari contro il Sassuolo, a casa di un “buon amico”

Mauro Solazzo

Il “Braglia” ultimamente porta bene: riuscirà il Bari a ripartire ancora da Modena?

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Tre successi nelle altrettante ultime occasioni: è il bottino invidiabile e beneaugurante che il Bari è riuscito a cogliere sul terreno del “Braglia” di Modena negli ultimi anni. La miniserie estremamente positiva si aprì il 20 dicembre 2008, quando il Bari di Antonio Conte colse il successo pieno contro i “canarini”, con un rotondo due a zero firmato Barreto (su rigore) e Caputo</strong>; è proseguita, sempre nella stessa stagione, con la perentoria affermazione sul Sassuolo nel girone di ritorno, l’8 marzo 2009, che vendicò la sconfitta patita al San Nicola: tre a uno per i galletti il risultato finale, con gol di Barreto, Kutuzov e De Vezze, intermezzati dal rigore di Salvetti del temporaneo 1-2.

Dopo i due anni di Serie A e gli altrettanti anni di assenza dall’Alberto Braglia, i biancorossi hanno riallacciato il filo del discorso con il successo sul campo modenese alla seconda di questo campionato Serie bwin, ancora contro i gialloblù. Parliamo della sfida del 30 agosto scorso, sbloccata nei minuti di recupero dalla sassata di De Falco da venticinque metri, che ha regalato l’ unica (finora) vittoria della stagione in corso.

A distanza di meno di due mesi, il Bari si ripresenta al “Braglia” con uno spirito ed una classifica certamente più dimessi e la grande necessità di fare punti, magari dimostrando qualche progresso sotto il profilo atletico e del gioco. Non sarà certo impresa facile, visto l’ottimo stato di salute dei neroverdi: gli uomini di Fulvio Pea, allenatore scuola Inter esordiente nella categoria, sono infatti al comando della classifica della serie cadetta e possono permettersi il lusso di guardare, dall’alto verso il basso, formazioni più quotate quali Sampdoria, Torino e Brescia.

Nonostante tutto, il Bari conta di poter sfruttare ancora il feeling instauratosi con il terreno di gioco modenese e rientrare in terra pugliese con un risultato positivo in tasca. Del resto, se è vero che “non c’è due senza tre”, è altrettanto vero che poi “il quattro viene da sé”…

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