Cinema 150 anni

Caterina Rinaldo

Mostra di manifesti cinematografici d’epoca sul Risorgimento

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L’assessore regionale al Mediterraneo, Cultura e Turismo Silvia Godelli, ha presentato oggi la prima mostra di manifesti cinematografici originali di proprietà della Regione, allestita nella Mediateca regionale di via Zanardelli a cura del Servizio Cultura e Spettacolo. La mostra coincidente con la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, prevede una selezione di manifesti cinematografici d’epoca relativi a pellicole dedicate al Risorgimento.

Dopo un lavoro paziente durato quattro anni, è stato possibile eseguire un’archiviazione dei manifesti della Regione e presentare una prima iniziativa di carattere pubblico. Il patrimonio è talmente ricco da poter lavorare in successione per creare progetti di carattere tematico – dice Silvia Godelli, che tra le motivazioni date alla mostra, annovera sicuramente la volontà di partecipare al confronto e alla discussione attorno alla relazione che intercorre tra cinema e storia.

La mostra prevede l’esposizione di manifesti in originale e propone materiali molto antichi. Una seconda ragione è da ricercare nell’intenzione di offrire alle giovani generazioni e in particolare agli insegnanti, uno strumento per lavorare sul ruolo del cinema, ma anche sulla ricostruzione della storia del nostro paese.

E’ intenzione dell’amministrazione far sì che i manifesti circolino nelle principali realtà della Puglia, attraverso delle trasposizioni su pannelli, creando così una mostra itinerante. Il materiale è stato per troppo tempo in giacenza presso depositi poco adatti per la conservazione di documenti cartacei e non è stato facile allocarlo, non in scaffalature dedicate, ma per lo meno toglierlo dal deperimento. E’ senz’altro da attribuirsi alla compentenza e alla volontà di Alfonso Marrese, quando era funzionario della Regione Puglia, questa raccolta a cui ha lavorato insieme ad altri funzionari regionali, con pazienza e qualità filologica. E’ stato naturale quindi affidargli questo progetto nonostante egli si occupi di tutt’altro. Sebbene si tratti di una mostra non particolarmente articolata, ci sono tutte le condizioni per proseguire, tanto è vero che nel corso dei prossimi mesi sarà emanato un bando per affidare la gestione della mediateca con l’ufficio preposto.

La mostra è stata pensata per essere destinata al grande pubblico. Si tratta in tutto di 29 manifesti il più antico risalente al 1934, riguardante 1860 – I mille di Garibaldi di Alessandro Gabetti di cui è disponibile un manifesto di due metri, poi Piccolo Mondo antico di Mario Soldati del 1934, Donne e briganti sempre di Soldati ma del 1951, Il tenente Giorgio di Raffaello Matarazzo, Eran trecento … La spigolatrice di Sapri di Gian Paolo Callegari, Il brigante di Tacca del Lupo di Piero Germi, Camicie Rosse – Anita Garibaldi di Goffredo Alessandrini tutti del 1952, Il Gattopardo di Luchino Visconti del 1963, Nell’anno del Signore di Magni del 1969, In nome del Papa re di Luigi Magni del 1977.

Questa mostra nasce grazie alla mancanza di un’ente pubblico che si occupi di collezionare i manifesti cinematografici – dice Alfonso Marrese – una mostra del genere in Italia è considerata un evento eccezionale. I manifesti tra l’altro sono stati conservati in modo disordinato e questa carenza ha due cause: la mancanza cronica d’interesse, e la scarsa stima manifestata per l’affissione e la grafica in generale. Questo materiale infatti, è stato rinvenuto sotto dei macchinari e sotto dell’amianto. Il patrimonio ammonta ad alcune decine di migliaia di pezzi che vanno conservati e divulgati. Si tratta naturalmente di una donazione proveniente da una collezione privata appartenuta a Nicola Gargano. I manifesti evocano l’immaginario collettivo, raccontano un mondo scomparso, così come avviene con la madeleine proustiana. Alla preziosità e di questo patrimonio sicuramente concorrono vari fattori: la rarità, lo stato della conservazione, l’argomento trattato e la firma del disegnatore.

Tutti i manifesti allocati nella mediateca sono stati catalogati e sono circa 33000 nelle diverse misure. Al momento non ci sono progetti specifici, ma un battesimo quale quello di oggi era senz’altro un atto necessario. Oggi sono conservati su dei ripiani con delle carte che servono ad assorbire l’umidità, in seguito si cercherà di organizzare delle mostre in modo da renderli fruibili ed accessibili.

Grazie alle risorse messe a disposizione dall’Assessorato al Mediterraneo, nell’ambito delle iniziative e delgi interventi previsti dalla Legge Regionale n.6/2004 e ad un progetto finalizzato dal Servizio Attività culturali, questo patrimonio oggi è stato finalmente messo in sicurezza – fa sapere Giovanna Labate, Dirigente Servizio Attività culturali – inventariato e catalogato, in maniera da poter essere fruito anche via web.

Il prof. Sarzotti dall’Università di Torino, intervendendo nel vivace dibattito sviluppatosi successivamente alla presentazione della mostra, racconta delle esperienze condotte durante i mesi scorsi collaborando con il prof. Siniscaldi dell’Università di Bari: egli vorrebbe, allestendo un museo carcerario, realizzare una mostra itinerante su questo tema cercando di coinvolgere il privato sociale in maniera da avere una ricaduta che implichi il coinvolgimento delle cooperative di detenuti. Fa però notare Marrese che il prof. Sarzotti, aveva già effettuato una sua ricerca presso il Museo del Cinema di Torino non trovando il materiale che è stato rinvenuto in Puglia. Il tema proposto – dice la Godelli – è di particolare rilievo alla luce delle condizioni odierne delle carceri e dei recenti fatti di Lampedusa e pertanto troverà ampio accoglimento da parte della nostra amministrazione.

La mostra avrà carattere itinerante secondo il calendario che prevede le seguenti date:
– il 22 e il 24 settembre 2011, Lecce, Teatro Paisiello nell’ambito della manifestazione ArtLab 11, organizzata dalla Fondazione Fitzcarraldo, dalle 15 alle 19;
– dal 27 settembre al 9 ottobre, Cavallino (LE) – Palazzo Ducale, in collaborazione con il Comune di Cavallino e l’Università del Salento – Dip. di studi storici dal Medioevo all’età contemporanea, dalle 18 alle 20 (nei giorni 6-7-8 ottobre anche dalle 9 alle 13);
– dal 12 al 23 ottobre, Brindisi – Teatro comunale Verdi, lun, merc, ven, sab: dalle 10 alle 13/mart e ven dalle 17 alle 20;
– dal 25 ottobre al 1 novembre, Castello di Barletta, in collaborazione con il Teatro dei Borgia e il Comune di Barletta, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20;
– dal 4 al 16 novembre, Foggia – Facoltà di Scienze della formazione – Via Arpi 155, in collaborazione con l’Università degli studi di Foggia, dal lun al giov, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17;
– dal 18 al 29 novembre, Castello di Mola (BA), in collaborazione con la Fondazione Pino Pascali di Polignano a Mare;
– dal 2 al 13 dicembre, Taranto – convento di Ssan Francesco (ex caserma Rossarol), in collaborazione con il Comune di Taranto;
– dal 15 al 22 dicembre, Bari – quartiere San Pio, presso la scuola elementare IQBAL – Piazzetta Eleonora, in collaborazione con la Coop. sociale Get – Accademia di Enziteto, dalle 9 alle 12, escluso la domenica.

L’accesso è libero.

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