Bari, la…”diga” sul Torrente

Mauro Solazzo

Il tecnico ha provato le soluzioni anti-Sassuolo a porte chiuse. Oggi intanto si decide il destino di Salvatore Masiello

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L’ermetismo di Vincenzo Torrente. Il Bari in affanno (anzi in debito d’ossigeno) di queste prime giornate di campionato, ha indotto il tecnico di Cetara a provare le soluzioni anti-Sassuolo a porte chiuse. E’ accaduto nella mattinata di ieri, quando i biancorossi hanno affrontato i ragazzi della formazione allievi. Facile immaginare che si siano cercate nuove soluzioni tattiche, più confacenti magari allo stato comatoso della pattuglia biancorossa. Possibile che per sabato la scelta possa ricadere su un 4-4-1-1, con De Paula in posizione di trequartista e libero di girare intorno all’ariete Marotta, che ha recuperato e dovrebbe scendere in campo dal primo minuto, e con un centrocampo folto nel quale potrebbe trovare nuovamente spazio anche Kamil Kopunek.

Già, il centrocampo: certamente questo settore sarà la chiave di volta della gara di Modena, perché se Donati e compagni non saranno in grado, come già successo con la Nocerina, di attuare un efficace pressing di squadra, la difesa biancorossa andrà con ogni probabilità incontro ad immani sofferenze. Staremo a vedere, perché dall’esito della gara col Sassuolo dipenderanno certamente molte delle sorti di Torrente e del Bari di questa stagione.

Intanto, a proposito di sorti, per oggi è attesa la decisione del Collegio Arbitrale sulla vicenda legata a Salvatore Masiello, che si rese protagonista nella immediata vigilia della gara di Coppa Italia con l’Avellino del lancio di un piatto a Zlamal, che costò ben 47 punti di sutura al malcapitato Crescenzi. Gli scenari sono abbastanza ampi e vanno dalla semplice sanzione pecuniaria alla rescissione del vincolo contrattuale. Qualunque sia la decisione del collegio, tuttavia, l’avventura di Sasà in maglia biancorossa dovrebbe considerarsi conclusa. Le voci che trapelano da Via Torrebella parlano, in caso di semplice multa, di un allontanamento del calciatore fino alla scadenza del contratto, a meno che il direttore sportivo Angelozzi non riesca a trovargli una sistemazione altrove durante la prossima finestra di mercato.

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