Le frontiere dello sguardo

Cateria Rinaldo

Gardin, Scianna e Barbieri per la prima volta in esposizione al palazzo delle Poste

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“Il filo rosso di questa esposizione è la fotografia intesa come memoria e spirito del tempo, testimonianza, documento storico, ritrovamento, specchio in cui rifrangere quel che eravamo a confronto con quello che siamo diventati”, scrive Pier Giorgio Carizzoni curatore della mostra “Frontiere – La prima volta di Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna e Olivo Barbieri”, nella nota introduttiva del catalogo.

E sulla scia della storia e della contrapposizione tra passato e presente e della ricerca di un dialogo tra memoria trascorsa e memoria attuale, si inserisce il tema della frontiera come limes, come confine tra due realtà, come fine di qualcosa e inizio di qualcos’altro.

Il luogo è l’ex palazzo delle Poste, per la prima volta aperto al pubblico dopo i lavori di restauro, sito tra il quartiere Murat e il quartiere Libertà. “Due realtà – come sottolinea il sindaco Michele Emiliano – completamente differenti, due modi diversi di vivere, separati da pochi metri”. L’edificio, realizzato durante gli anni Trenta dall’arch. Roberto Narducci, torna al suo originario splendore, e viene acquisito dall’Università di Bari alla cui istituzione è legato da ragioni per così dire “storiche”.

“Oggi” – sottolinea il Maginfiico Rettore Corrado Petrocelli in occasione dell’inaugurazione della mostra – “si parla sempre meno di memoria, ma questo palazzo rappresenta una parte importante della storia della città. Esiste una linea di separazione tra Università e città e con questo edificio si cerca di eliminarla, creando uno spazio culturale sia per gli studenti che per la cittadinanza.

Ma cosa lega l’edificio delle Poste all’Università di Bari? Il Rettore racconta come qui gli studenti venissero a pagare le tasse e come tra coloro che oggi celebrano la restituzione di questa importante memoria storica, ci siano proprio molti studenti di allora, che per la prima volta, si avvicinavano alla realtà universitaria. Quindi il senso della titolo “Frontiere” che rievoca l’idea di portare verso qualcosa, che sia imprevisto, nuovo, che sia luogo nel luogo.

Si ricollega a questa tematica, l’intervento dell’Assessore Regionale con delega al Mediterraneo, alla Cultura e al Turismo, Silvia Godelli, che parla di punto simbolico per la città e dell’esigenza di riappropriarci dei nostri spazi per mezzo di realtà che rechino prospettive diverse e luoghi aperti della cultura, la cultura della partecipazione creando un’occasione diversa per una frontiera da superare. Allora l’idea di allestire una mostra di fotografia sul tema dello “sguardo primo” è strettamente connessa con il rapporto visivo con la realtà che è sconosciuta e mutevole. Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna e Olivo Barbieri raccontano tre luoghi diversi e tre epoche differenti, con gli occhi di chi vede le cose come mai prima, appunto attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica.

“Non è facile individuare una prima volta – continua Carizzoni -, ma ci sono delle immagini di una bellezza straordinaria degli
anni Cinquanta di Venezia (Gianni Berengo Gardin), degli anni Sessanta di Bagheria (Ferdinando Scianna) e degli anni Settanta riguardanti dei flipper (Olivo Barbieri) su cui non è necessario soffermarsi ulteriormente, lasciando piuttosto a chi guarda il compito di condurre delle riflessioni”.

L’Assessore provinciale Sergio Fanelli, intervenuto per portare il saluto del presidente della Provincia Schittulli, sottolinea che l’apertura di questo importante palazzo, faccia sì che studenti e cittadini possano avere un luogo nuovo in cui scambiarsi informazioni. “In questo particolare momento – dice Fanelli – è necessario che le amministrazioni forniscano delle risposte concrete al di là delle singole appartenenze, senza arroccarsi su posizioni personali”.

Il sindaco Michele Emiliano ricorda che da studente si recava al palazzo delle Poste per pagare le tasse universitarie e ritrova questo luogo sostanzialmente identico al passato e rispettoso della memoria che dà spazio ad una grande idea di Oscar Iarussi, Presidente dell’Apulia film Commission, che scrive “Lungo le frontiere il passo è sospeso. I tempi della traversata, dell’incertezza, della paura e della speranza sono gli unici veramente vivi. Lungo le frontiere non c’è fiction che tenga, perchè la vita è clandestina, nascosta, inquieta, rischiosa.”

E il riferimento ai recenti fatti di Lampedusa si avverte anche nelle parole dell’Assedore Godelli, ma ci riporta indietro di venti anni allo sbarco dei migranti albanesi dalla nave Vlora, che sarà ricordato questa mattina con una mostra di fotografia dedicata al tema dell’integrazione, allestita presso il Cineporto di Bari, con scatti di Vittorio Arcieri.

“Si celebra oggi una grande rassegna – dice il Sindaco di Bari – frutto di una collaborazione che consentirà di immettere in questo nuovo circuito anche il Teatro Petruzzelli, presso cui si terrà una straordinaria proiezione cinematografica.”

Insomma un programma, quello di Frontiere, ricco di eventi che chiameranno in causa altri luoghi della città come il cinema ABC e il Multicinema Galleria, un’occasione imperdibile per guardare la città con occhi nuovi.

La mostra sarà visibile al pubblico fino al 23 ottobre.

“FRONTIERE – La prima volta”, ideata da Oscar Iarussi che la dirige con Silvio Danese e Pier Giorgio Carizzoni, è promossa dalla Regione Puglia e dall’Unione Europea con fondi FESR 2007-2013 riferiti all’Asse IV – Linea d’Intervento 4.3, ed è organizzata dalla Fondazione Apulia Film Commission, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, il Comune di Bari e la Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari.

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