F.d.L. 2011: da “vento del domani” a buf(i)era

Conclusa la 75° edizione, ma le polemiche non si placano
Se ne sono sprecate tante di parole durante la presentazione di questa 75° edizione della Fiera del Levante. “Vento del domani”, “fiera di transizione”, “larva che diventerà farfalla”. Ma, come la maggior parte delle volte, le parole e le speranze, se alla base non hanno dei buoni pilastri, rischiano di diventare solo illusioni.
D’altronde cosa ci si poteva aspettare dalla più famosa campionaria del Sud che decide di far pagare il biglietto d’ingresso ai cittadini (gli stessi che, fino alla scorsa edizione, riempivano i padiglioni anche per il sol gusto di un’uscita alternativa)? “Non c’era un cane, una delusione totale”: lo si può leggere in giro su facebook, lo si può ascoltare dai pareri raccolti da chi vi ha lavorato. L’obiettivo del Presidente dell’ente Fiera Gianfranco Viesti, quindi, non è stato raggiunto e le “perdite” che voleva evitare, le ha moltiplicate.
I malumori si sono avvertiti da parte di tutti i componenti di questo mosaico, a partire dagli espositori che, nonostante il momento critico per l’economia e per le attività, hanno creduto nella possibilità che ogni anno la Fiera ha dato loro a livello di visibilità e di guadagno. Insomma, l’idea del biglietto a 7 E non è andata giù a nessuno, ancor meno a chi, dopo aver regolarmente pagato l’ingresso, ha dovuto anche mandar giù l’arguto last minute del ribasso a 3 E. Ah, e dell’ingresso gratuito pomeridiano di martedì, mercoledì e venerdì.
Un dannoso malcontento generale, cui hanno fatto seguito la richiesta di dimissioni del Presidente Gianfranco Viesti, le critiche all’assenza delle cariche istituzionali più alte -simbolo di disinteresse oltre che di scarsa considerazione di quella parte di Sud che vuole crescere e che ha bisogno di allargare i suoi orizzonti- ed il timore che l’edizione di quest’anno possa far subire alla Fiera l’involuzione a uovo piuttosto che l’evoluzione a farfalla (come invece spera il governatore Nichi Vendola).
Dato che la speranza è sempre l’ultima a morire, speriamo almeno che il restyling programmato per l’edizione del 2012 sia propiziatorio e che i cittadini baresi ritornino a godere di uno dei simboli connotativi di privilegio che li ha sempre contraddistinti.
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