Taglio di poltrone in Consiglio Regionale

Luca De Netto

I sindacati invitano ad una razionalizzazione delle spese

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Costi della politica, austerità, tagli: ormai sono queste le parole d’ordine che rimbalzano sul web, nei TG, sulla carta stampata, quasi si fosse innescata una corsa al risparmio, o, forse, a dimostrare ai cittadini quale forza politica intende risparmiare di più e meglio.

E cosi, in Puglia il dibattito politico si anima principalmente intorno al tema della riduzione dei posti in consiglio regionale.

Dopo una prima disponibilità quasi generale, è il Partito Democratico a scalare di marcia e rallentare l’iter che porterebbe ad un taglio di ben dieci consiglieri. ”Ferma restando la nostra disponibilità a votare già oggi la ulteriore riduzione dei Consiglieri regionali da 60 a 50, confermata dalla riunione del gruppo consiliare di ieri, il Partito democratico ha deciso, dopo aver constatato la disponibilità unanime di tutti i gruppi consiliari, di accettare la richiesta avanzata oggi dall’Udc di un ulteriore approfondimento della legge”. Così si è espresso il capogruppo del Partito democratico, Antonio Decaro.

”La richiesta del gruppo Udc – spiega Decaro – è arrivata in seguito all’audizione degli assessori Dentamaro e Pelillo che hanno illustrato le problematiche riscontrate nella norma finanziaria e che sono relative alla potenziale incostituzionalità di alcuni articoli del ‘DL 138’ e all’assenza dei parametri sui criteri di premialità. Queste problematiche – aggiunge il consigliere Pd – saranno affrontate dalla Regione Puglia in occasione della futura Conferenza delle Regioni. Conferenza che si terrà subito dopo l’approvazione della legge nazionale”.

Ma sulla manovra governativa, si destano le preoccupazioni del centrodestra, che, per bocca del capogruppo del PDL, Rocco Palese, invita il Governatore Vendola a non sollevare questioni di legittimità costituzionale. “Il nostro appello al Presidente Vendola sulla riduzione dei consiglieri regionali da 70 a 50, – ha dichiarato Palese – non è rivolto a conoscere il suo personale parere da consigliere regionale e da leader politico (che pure sarebbe stato legittimo chiedergli) ma, piuttosto, a scongiurare l’ipotesi che la Puglia e altre Regioni ricorrano alla Corte Costituzionale contro l’art. 14 della manovra finanziaria del Governo nazionale, mirato a ridurre i costi della politica. Non si tratta quindi né di ‘coinvolgimento artificioso e infantile’ né tantomeno di un ‘segnale di debolezza’, piuttosto di un appello a che l’Istituzione Regione Puglia non imbocchi la strada del contenzioso e dia, invece, un segnale positivo ai cittadini”.

Spinge l’acceleratore anche la Senatrice Adriana Poli Bortone, leader del movimento Io Sud: “Noi un disegno di legge per dimezzare i costi della politica e per affrontare in maniera seria il tema delle riforme istituzionali lo abbiamo presentato – ha ricordato l’ex Sindaco di Lecce – La Regione Puglia invece, da troppi anni, indugia perché fa delle enunciazioni ma di fatto conserva tutti i privilegi che sono stati istituiti negli scorsi anni. L’aumento del numero dei consiglieri, ad esempio – ricorda la senatrice – fu fatto dal centro destra, ma il governo della sinistra non ha reagito. Questo la dice lunga sulle vere intenzioni dell’attuale governo regionale rispetto alla riduzione delle spese. In parole povere, sulla riduzione delle spese e sulla lotta agli sprechi assistiamo solo a dichiarazioni di intenti, ad appelli che poi non trovano riscontro.”

Ma a spingere nella direzione dei tagli ai costi della politica, non ci sono solo i partiti: non può passare sotto silenzio, infatti, la posizione espressa da un sindacato di peso come la UIL: “L’auspicio è che la classe politica, ad ogni livello, voglia attuare una vera e propria rivoluzione copernicana del sistema, trasformando la lotta agli sprechi in lotta all’inefficienza. Si tratta di reinventare la macchina amministrativa e burocratica, partendo dalle fondamenta e quindi iniziare a verificare se ad ogni costo corrisponda un adeguato servizio reso ai cittadini”. E’ questo l’invito rivolto da Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari, alla classe dirigente italiana e regionale nel corso del convegno “Costi della politica, legalità e crescita sociale ed economica” tenutosi presso la Sala Tridente della Fiera del Levante.

Ad intervenire anche il Segretario generale di un altro importante sindacato, la Cisl di Puglia, Giulio Colecchia, che dopo l’incontro di ieri con il Presidente del Consiglio Regionale, Onofrio Introna, ed i sindacati confederali pugliesi ha dichiarato: “Consideriamo avviata la fase costitutiva di un tavolo di Osservazione sui costi delle pubbliche amministrazioni e delle istituzioni. La possibilità di conoscere ed approfondire tutte le voci, non solo quelle che riguardano le istituzioni, che incidono come costi pubblici per Regione, Comuni, Asl – spiega Colecchia – favorirà la ricerca delle migliori condizioni di spesa senza incidere nel funzionamento democratico delle istituzioni stesse e senza ridurre quantità e qualità dei servizi al cittadino. Risparmiare si può – conclude il leader della Cisl – e su questa strada abbiamo apprezzato la concordanza di vedute con il Presidente Introna e la sua proposta di proseguire il lavoro incontrando anche il Governatore Vendola”.

Difficile, a questo punto, tirare il freno a mano magari invertendo di botto il senso di marcia: la direzione è quella di una spesa più ragionevole, equa e giusta, soprattutto di fronte agli innumerevoli sacrifici chiesti ai cittadini.

Come insegnava Cesare, chi guida, deve sempre dare l’esempio: ed a questa mission è oggi chiamata l’attuale classe dirigente.

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Commenti

  • sniper1956 (utente non verificato)

    questo gioco si chiama SUGO SUGO PAGO PAGO…..