Emergenza abitativa e caso coniugi Tempesta

L’inerzia dell’Amministrazione inasprisce i toni della protesta
Dopo il tentativo di “trasferimento” sotto Palazzo di Città -risparmiato dalla promessa di un dialogo risolutivo del caso tra Prefettura ed Amministrazione comunale- le vie di protesta cambiano ed assumono toni più duri. Il fatidico dialogo infatti (che prevedeva l’incontro di diverse figure istituzionali) non ha prodotto i risultati sperati: nell’ufficio dell’Assessore Palmiotti erano presenti, oltre a questi, solo il sostituto del vice Prefetto, gli avvocati della famiglia Tempesta (Stefanì e Bracco), la segretaria di Unione Inquilini Bari Annalinda Lupis ed il presidente dell’associazione ‘Una Puglia Migliore’ Donato Cippone. In particolare, nessuna spiegazione in merito alla dichiarazione -stando a quanto racconta un membro del Movimento Lotta per la Casa- fatta dal capo della Ripartizione del Patrimonio, il dottor Ravallese (anch’egli intervenuto sulla questione Tempesta), il quale pare abbia detto (lo riferisce il membro del Movimento di cui prima) che nel momento in cui dovessero ricorrere dei motivi di ordine pubblico ed il Prefetto dovesse fare un ordine al Sindaco nel quale vengono rappresentati questi motivi, egli stesso si adopererebbe nel trovare una casa e l’assegnerebbe alla famiglia. “Questo lascia ben pensare che le case ci sono” -ha affermato Donato Cippone.
Da un’assemblea cittadina tenutasi ieri presso l’ex centrale del latte (organizzata anche per discutere della questione di Gianni e Gianna), e da un’attenta analisi riassuntiva di Annalinda Lupis, è venuto fuori innanzitutto che “la questione abitativa nella città di Bari tocca dei numeri elevati e, a livello nazionale, viene considerata al 90% una questione di ordine pubblico” ; che “il Comune di Bari non ha preso alcun provvedimento per i coniugi Tempesta nonostante la mozione approvata all’unanimità in Consiglio Comunale”; che “il Sindaco Michele Emiliano ha fatto promesse davanti a testimoni e poi le ha smentite” e neppure si è più saputo nulla della somma di danaro che il Comune aveva proposto di concedere ai fini dell’ estinzione del debito che i coniugi hanno nei confronti del loro proprietario di casa.
Per la questione abitativa in generale, le famiglie interessate e il Movimento Lotta per la Casa chiedono un incontro chiarificatore con l’Amministrazione, in particolare con l’Assessori Giannini, con il dottor Ravallese, con il direttore generale Vito Leccese e con il Sindaco.
Nell’immediato, invece, per quanto riguarda i coniugi Tempesta -prossimi allo sfratto il 28 Settembre-, questi ultimi dichiarano di voler inasprire i toni della loro protesta senza specificare o anticipare alcun dettaglio. Chissà se con la loro caparbietà si adopereranno a fare del loro caso una “questione di ordine pubblico” (come pare sia stato suggerito da Ravallese) o se riproporranno la loro presenza in sede di Consiglio Comunale prima di esser messi definitivamente fuori di casa.
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