Tim Cup – Bari, poker servito all’Avellino

Caputo, un gol e due assist per Marotta (doppietta). Per il Bari anche una traversa ed un rigore sbagliato
Il Bari avanza ancora in Coppa Italia e si affaccia al primo impegno di campionato di domenica prossima nel migliore dei modi, vale a dire con due vittorie nelle altrettante gare ufficiali finora disputate, cinque gol all’attivo e nessuno al passivo.
A scanso di equivoci, diciamo subito che l’Avellino non era lo Spezia: tra le due formazioni passa quasi la stessa differenza che c’è tra la notte e il giorno. Prova ne è che gli irpini non sono mai arrivati dalle parti di un inoperoso Lamanna e che spesso a centrocampo, anche in situazioni di virtuale vantaggio numerico, non hanno mai dato l’impressione di sapere cosa fare con il pallone. Adesso per il Bari c’è un ricco clou novembrino, nella tana di quel Genoa che tanto significa per il mister biancorosso Vincenzo Torrente.
Nel Bari, si parte con un cambio forzato: Crescenzi in un infortunio in albergo si è procurato una ferita lacero-contusa. Per lui, 40 punti di sutura e uno stop da valutare. Al suo posto dentro Ceppitelli, preferito a Sini. Nell’Avellino, Vullo preferisce Ercolano a Lasagna come partner di attacco di De Angelis.
Primi minuti di studio caratterizzati da molte imprecisioni in fase d’appoggio. Al quarto d’ora la partita sale di tono: Ceppitelli batte un fallo laterale dall’altezza del vertice dell’area di rigore, servendo Caputo che al volo gira un pallone che sibila al lato del portiere Fumagalli.
Un minuto dopo lo stesso estremo difensore irpino deve uscire alla disperata su Marotta lanciato a rete da un retropassaggio corto di un difensore, mentre al 19’ Caputo, servito dall’attaccante campano, calcia debolmente e centralmente un pallone invitante dai tredici metri. Il Bari cresce e guadagna metri: al 26’ una punizione di Rivaldo dalla trequarti destra, trova la testa di Borghese che sfiora il palo alla destra di Fumagalli; un minuto dopo Kopunek da buona posizione calcia alto.
Al 30’ però la difesa del Bari si lascia sorprendere da una rimessa dal fondo e Borghese è costretto ad atterrare De Angelis proprio al limite. La punizione è affidata ad Herrera che conclude a giro alto. Al 34’ Caputo, da un metro dentro l’area di rigore, di destro fa la barba al palo alla sinistra di Fumagalli. L’Avellino non riesce a pungere e il Bari sembra attendere il momento propizio per colpire. Al 38’ i biancorossi sbloccano: Kopunek trova centralmente Marotta che lancia in profondità Caputo</strong>; l’attaccante di Altamura anticipa l’uscita di Fumagalli e la rimette nell’area piccola, dove per Marotta è un gioco da ragazzi appoggiare nella porta sguarnita. Il Bari prima del riposo potrebbe anche raddoppiare: Forestieri entra in area dalla sinistra e dalla linea di fondo rimette all’indietro per l’accorrente Caputo, che da tre metri spara alle stelle.
Si ricomincia con Lasagna in campo al posto di Herrera nell’Avellino, che passa al 4-3-3. Ma il Bari raddoppia praticamente subito. Al 4’ Caputo si guadagna un corner sulla destra che viene battuto da Rivaldo proprio per la testa del numero 87 barese, che trova l’incrocio. Un paio di minuti più tardi Rivaldo trova la traversa su punizione dai 20 metri alla destra di un immobile Fumagalli; è il secondo legno su punizione in otto giorni per il centrocampista paraguayano, che dimostra di avere il piede caldo sui calci piazzati. Al 14’ entra Scavone al posto di un convincente Rivaldo. La musica non cambia: dopo altri due minuti il Bari trova il terzo gol con un bolide di Donati da fuori area.
Il Bari potrebbe dilagare al 68’ quando Caputo si vede respingere il tiro da Fumagalli e Marotta è anticipato al momento di ribadire in gol. Poi però i biancorossi si ricordano che domenica prossima inizia la marcia in campionato e rallentano, complici anche i cambi (entrano Bellomo e Rivas nel Bari per Kopunek e Forestieri; nell’Avellino dentro Citro per Correa e Maiorano per Ercolano). E così la partita si trascina, fino a cinque minuti dal termine quando Caputo viene atterrato in area di rigore: sul dischetto ci va Sasà Masiello che si vede respingere il tiro da Fumagalli. Sul dischetto ci sarebbe dovuto andare Marotta, come spiegato da Torrente in conferenza stampa, e così il bomber campano decide di farsi giustizia prima del fischio finale, infilando con un rabbioso destro dal limite Fumagalli per la seconda volta (assist di Caputo). Tutti sotto la curva e festa che può cominciare.
Un Bari dunque in crescita rispetto alla domenica scorsa, anche se andrà rivisto con avversari di diversa caratura. Da segnalare le prove positive del duo Marotta-Caputo, la cui intesa sembra crescere di giorno in giorno, e quelle dei centrocampisti che per tutta la gara hanno dominato la zona nevralgica del campo. Una nota negativa però nel Bari c’è: è Fernando Forestieri, che ha fatto un deciso passo indietro rispetto alla nemmeno poi tanto esaltante prova di otto giorni orsono. L’attaccante argentino sembra ancora fuori degli schemi e appare anche in ritardo di condizione rispetto ai suoi compagni di squadra.
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Bari – Avellino 4-0 (1-0)
Marcatori: 38’ Marotta, 49’ Caputo, 61’ Donati, 91’ Marotta.
BARI (4-3-3): Lamanna; Ceppitelli, Claiton, Borghese, Masiello; Kopunek (71’ Bellomo), Donati, Rivaldo (59’ Scavone); Forestieri (64’ Rivas), Marotta, Caputo. A disp: Zlamal, Sini, Masi, Defendi. Allenatore: Torrente.
AVELLINO (4-4-2): Fumagalli; Calvarese, Porcaro, Cardinale, De Gol; Herrera (46’ Lasagna), Correa (64’ Citro), D’Angelo, Millesi; Ercolano (69’ Maiorano), De Angelis. A disp: Pettinari, Labriola, Ricci, Stigliano. Allenatore: Vullo.
Arbitro: Guida di Torre Annunziata (Musolino-Bianchi, 4’ uomo Di Bello)
Ammoniti: 36’ Correa, 36’ Kopunek, 69’ Lasagna.
Recuperi: 1’ tempo 1 minuto, 2’ tempo 3 minuti
Spettatori: 6.000 circa, incasso 23.000 euro.
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