CGIL in piazza contro la manovra finanziaria

“A pagarne le spese saranno ancora i lavoratori onesti, basta privilegi per i politici”
Sulla scia delle forti parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenuto ieri al primo meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, continua oggi in piazza libertà dalle 10 di mattina, la manifestazione di dissenso messa in atto dalla cgil, durante la quale saranno distribuiti volantini per informare i cittadini delle gravi conseguenze che una manovra finanziaria come quella paventata negli ultimi mesi comporterebbe. Hanno presenziato alla manifestazione l’assessore al Bilancio Gianni Giannini e i consiglieri comunali Marco Bronzini e Carlo Paolini.
“La nostra intenzione è quella di dar voce alla vergogna e all’ umiliazione che i lavoratori onesti, con decenni di lavoro alle spalle, che pagano da sempre e regolarmente le tasse, devono subire a vantaggio dei privilegi di chi ci governa, che male hanno saputo amministrare le risorse a disposizioni, e ora trova negli onesti cittadini l’ unico modo per trovare quei soldi mancanti per sanare il deficit”. Così ha parlato il segretario provinciale della FP Cgil Pino Gesmundo, riassumendo in poche parole un discorso che sarebbe molto più ampio e dai contorni scandalosi.
45 sono i miliardi necessari per pareggiare il debito, e così si è ben pensato di ricavarli da noi, il popolo lavoratore, tagliando ad esempio a Bari, di 30 milioni il budget inizialmente previsto per servizi quali : welfare, scuola e trasporto pubblico, anzichè combattere seriamente l’ evasione fiscale (120 mld), la corruzione (60 mld), o ridurre le ingenti spese militari e per armamenti (16 mld per 131 cacciabombardieri F 35).
A pagarne le spese sono maggiormente i dipendenti di servizi pubblici, con una tredicesima che va pian piano svanendo e le donne costrette ad andare in pensione non prima dei 65 anni; ma è una manovra che ha influenze pesanti su tutti i cittadini, che vedranno aumentare le tasse e diminuire i servizi.
Ma in tutto questo risparmiare, tagliare, e sacrificare la gente che già poco può vantare di avere, la politica a cosa rinuncia? Dobbiamo ancora assistere all’ intoccabilità dei grandi evasori e al mare di privilegi dei politici anche davanti alla crisi più grave dai tempi della grande depressione? Con quale coscienza si può pensare di rimediare al deficit togliendo nuovamente a chi ha poco, e lasciando intatte le tasche e i lussi di chi naviga nell’ oro, come se nulla fosse, se alcuna crisi mondiale ci stesse attraversando.
Se proprio risulta impossibile rinunciare ai propri privilegi, almeno che questi equivalgano ad altrettanti doveri, sempre più necessari in un momento tanto delicato per il Paese.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito