L’alga tossica crea panico in città

Ilaria Discornia

Istruzioni per l’uso da più enti, ma tanta omertà

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L’allarme giunge dalla pagina facebook del Sindaco Emiliano: “Cavolooooo!!!! Ho beccato l’alga tossica!!!! Anche il mio cagnolino….anzi tutta la famiglia!!! Grazie Bari grazie…” Si tratta del primo e non unico intervento a riguardo, che sta creando in tutto il litorale barese e della provincia allarme tra i bagnanti rimasti in città durante il periodo estivo e che cercano un pò di refrigerio e tranquillità sulle coste di casa.

E invece, anche quest’anno, ha fatto capolino tra le nostre spiaggie la Ostreopsis ovata, più comunemente conosciuta come “alga tossica”. Sul sito ufficiale del Comune e dall’Arpa fanno sapere che i bagnanti non devono avere nulla da temere.

L’Assessorato Regionale alle Politiche della Salute aveva avvertito tutti con una nota qualche giorno fa: “In presenza di condizioni meteo favorevoli (vento forte e mare mosso) fino alla fine del mese di agosto, potrebbe formarsi un aerosol tossico che in alcuni soggetti può provocare tosse, febbre, irritazione della gola e degli occhi”.

Ma precisa anche: “E’ bene sapere che i sintomi da intossicazione sono transitori e non tanto gravi da richiedere il ricovero in ospedale. In caso di febbre o cefalea – se necessario – si potranno assumere i farmaci sintomatici consigliati dal proprio medico curante”.

Insomma, cari cittadini, sappiate che fino alla fine del mese di agosto potremmo ricevere visite indesiderate da un’alga fastidiosa, ma non allarmatevi, e non ricorrete nemmeno al Pronto soccorso. Il messaggio è chiarissimo. Ma cosa fare per evitare di incorrere in tali spiacevoli incontri? Come fare a riconoscerla e cosa fare in caso di contagio?

L’Ostreopsis Ovata è un’alga di dimensioni microscopiche di origine tropicale, che predilige una forte illuminazione e alte temperature. Da alcuni anni ha colonizzato numerose aree costiere della nostra penisola. La microalga produce una sostanza tossica che, in determinate condizioni, può provocare fastidiosi malesseri. Durante una fioritura le alghe proliferano fino a raggiungere concentrazioni elevatissime e a conferire all’acqua una colorazione diversa (rosa, rossa, verde, brunastra).Tale evento solitamente passa inosservato, ma in caso di vento forte e mareggiate può provocare disagio e fastidio alle persone che sono venute a contatto diretto o indiretto con acque interessate dalla fioritura.

Quindi l’Ostreopsis diventa nociva solo quando fiorisce: in tal caso, può rilasciare una tossina che può provocare problemi alle alte vie respiratorie e dermatiti, tutti sintomi che svaniscono nel giro di poche ore.

Le condizioni metereologiche e marine favorevoli alla proliferazione e diffusione dell’alga sono: presenza di fondali costieri di natura rocciosa, presenza di barriere artificiali (barriere frangiflutti), il protrarsi per parecchi giorni di caldo, elevata temperatura dell’acqua e mare calmo.

La tossina prodotta dall’alga può irritare per contatto diretto con l’acqua di mare ma, nella maggior parte dei casi, è l’inalazione di un aerosol marino che si forma in presenza di forte vento e mareggiate che seguono periodi di calma. I sintomi si presentano dopo 2 – 6 ore dall’esposizione e regrediscono, di norma, dopo 24 – 48 ore senza ulteriori complicazioni. I sintomi più frequenti sono: febbre, faringite, tosse, difficoltà respiratoria, cefalea, raffreddore, lacrimazione, dermatite, nausea e vomito. Tali sintomi sono solitamente transitori e generalmente non richiedono alcun tipo di trattamento.

Per evitare spiacevoli incontri, dunque, bisogna evitare di stazionare lungo le coste rocciose (praticamente si dovrebbero evitare tutte le coste fino a Capitolo) durante le mareggiate che si verificano subito dopo periodi di calma. In presenza di sintomi ricollegabili all’alga tossica è necessario allontanarsi dalla spiaggia. Talvolta sono sufficienti spostamenti di alcune decine di metri per eliminare o attenuare i malesseri. Vanno protetti in particolare i bambini, gli anziani e le persone affette da patologie dell’apparato respiratorio ad esempio gli asmatici, gli allergici, ecc. I sintomi sono solitamente transitori, regrediscono spontaneamente nel giro di poche ore; se persistono o si aggravano è opportuno consultare il proprio medico curante. Il ricorso al pronto soccorso dovrà essere riservato solo ai casi più gravi e persistenti.

Dallo stesso sito del Comune di Bari è possibile anche collegarsi ad un link che l’Arpa Puglia dovrebbe aggiornare con tutti i risultati effettuati giorno per giorno sulle coste interessate…ovviamente il link è momentaneamente fuori servizio…

Pertanto, ormai sappiamo tutto della Ostreopsis ovata, sappiamo come evitarla, sappiamo cosa fare in caso di contagio, ma non sappiamo, cosa molto più importante, dove è stato riscontrata la sua presenza e dove è quindi meglio non andare…ma ovviamente ci sono troppi interessi economici che non rendono possibile svelare il mistero!

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