OM Carrelli: ieri l’incontro a Roma

Forse non è tutto finito per i 320 lavoratori
La linea comune adottata dai rappresentanti politici e sindacali locali è stata diretta ad evitare la chiusura dello stabilimento di Modugno, voluta dall’alta dirigenza dell’azienda ed evitare così il licenziamento di 320 lavoratori, o, quanto meno di assicurare agli stessi lavoratori una risposta adeguata in merito al loro futuro.
Fortunatamente, pare le richieste siano state almeno in parte accolte e per settembre è previsto una nuova tavola rotonda durante la quale la multinazionale potrebbe riaffrontare nuovamente la questione con maggiore attenzione e trasparenza verso i lavoratori.
“La capacità – ha spiegato la Gentile – di difendere sempre e comunque i diritti dei lavoratori ha sortito il risultato sperato: la rinuncia, da parte dell’azienda, a sostenere ulteriormente le scelte unilaterali che erano state assunte nelle ultime settimane”.
“La Kion, multinazionale proprietaria dello stabilimento barese – ha proseguito l’assessore -, sarà invitata ad incontrare le organizzazioni dei lavoratori e le istituzioni e, da quel momento, ripartirà il confronto di merito”.
“La Regione – ha concluso Gentile– come sempre metterà a disposizione le sue competenze tecniche, non rinunciando al presidio dei livelli occupazionali del proprio territorio”.
Non si sono fatte attendere le dichiarazioni del primo cittadino barese: “La proposta che abbiamo fatto all’azienda OM – ha asserito il Sindaco – è quella di ritirare immediatamente tutte le iniziative contro i lavoratori ed in particolare fermare la cessione del ramo di azienda che determinerebbe la dismissione della linea produttiva ed il suo spostamento in Germania.
“I rappresentanti del Ministero hanno inoltre contestato all’azienda una condotta anomala delle relazioni sindacali e la contraddittorietà tra la richiesta della cassa integrazione, in cambio di un accordo sindacale per il rilancio dell’azienda concluso solo nell’aprile scorso, e la odierna decisione di chiudere lo stabilimento.
“Il tavolo OM si riunirà di nuovo a settembre per valutare, con maggiore correttezza nelle relazioni sindacali, il futuro produttivo possibile dello stabilimento OM di Bari. L’azienda insiste nel sostenere l’eccessiva dimensione produttiva dello stabilimento ed i sindacati chiedono perché, solo ad aprile scorso, il rilancio appariva possibile alla Kion.
“La vicenda oggi è almeno stata rimessa sul binario della reciproca lealtà. Il Comune di Bari – ha concluso il Sindaco – insieme alla Regione Puglia e al Comune di Modugno, non consentirà che 320 famiglie di lavoratori vengano lasciate senza un’adeguata risposta sul loro futuro sino al punto, se fosse necessario, di gestire la fabbrica con le sole energie del territorio”.
All’indomani dell’incontro nella capitale, forse non è ancora tutto definito per le centinaia di famiglie travolte dalle leggi di mercato.
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